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Come i ginepri
(A Michela Murgia)
Sei tu,
donna sarda,
che arricci il naso
ad un sorriso
che,
dallo sguardo
cavalca l'onda
di quella terra
selvaggia e libera
di essere fiera
dei suoi sapori:
di miele e fiele,
di note di mirto
che
abbracciano il cuore,
a volte pensieri,
in altre,
parole.
Ma tu,
donna sarda,
cavalchi col vento;
amico e scultore
di una speranza,
di quella sapienza
che sa raccontare
tempeste del cuore
schizzate dal mare,
che spiana le strade,
fin
ad arrivare
a coprire le ali
del tuo
volteggiare.
E tu,
donna sarda,
ti lasci cullare,
ti accarezza i capelli
il Maestrale;
e leviga pensieri
e inarca la schiena,
plasmando radici
che mai
periranno
di fronte alla bufera.
Perché sei donna sarda,
e come i ginepri
hai gli occhi alla terra
e i pensieri
del mare.