Qui, terra e cielo intrecciano le mani, i pianori scalano le alture e le grotte scrutano ascose. Pezzame e sassi rotola e puntellano le gravine candide di farina e grano, arse dal sole a mezzogiorno, al sentore del crostone sfornato. Una prece scolpita svetta le alte alture, di un Dio benedicente il dito volto al cielo del campanile acuto. I pastori erranti si mischiano alle folle entro i vicoli di viandanti che di ogni lingua narrano il presepe notturno a luce fioca e la passione del volto crocifisso. Ma l'aria che spira, dalle forre alle tegole calcate, avvolge sinuosa di seta velata ad adornare l'Annunziata. Sul far della sera, al trepidare degli occhi e del cuore le corde in seno calano il sipario, sulle genti estatiche al caldo morbido dei rioni Sassi. All'imbrunire del pane e del poggio sognante, sotto il manto stellato la Bruna scruta, nella silente armonia del loco dal sapore antico di spiritate lettere e magia.
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