La mia suocera tanto brava!

scritto da igress
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo igress

Testo: La mia suocera tanto brava!
di igress



Decidemmo una domenica,decidemmo, seppure a malincuore di fare una scampagnata,
non che la cosa non m'attirasse ma al solo pensiero che s'era aggregata anche mia suocera
mi veniva meno la voglia. Mio suocero non c'era e mia moglie insistette tanto per non lasciarla
sola a casa. Ci alzammo la mattina presto, mia suocera aveva preparato un borsone pieno di roba da mangiare, pasta al forno, peperoni e melenzane ripieni, patate fritte con salsiccia, cotolette di carne,polpette, due o tre dolci diversi,vino ,birra ,caffe. Credo avrebbero potuto mangiare tranquillamente una ventina di persone. Caricammo la station wagon tra l'altro con il tavolo e le sedie da pic nic, un ombrellone ed un frigo portatile. Caro disse mia moglie , fai sedere la mamma
avanti , sai soffre di mal d'auto.DIO , pensai, l'avrei avuta accanto tutto il viaggio,come non bastasse
averla vicino tutti i giorni, abita proprio sotto casa mia.Comunque partimmo e tra un vai piano,un attento, un rimprovero per il parabrezza sporco o la cenere lasciata nel posacenere ci avviammo
verso la meta. Alla prima stazione di servizio chiesi chi volesse il caffè , non l'avessi mai fatto,
mia suocera prese due cornetti ,un cappuccino, una spremuta d'arancia e dulcis in fondo il caffè.
Feci il pieno e ripartimmo , dopo ancora qualche tempo di rottura di scatole : i sedili sporchi,
il cruscotto macchiato, non gli andò bene nemmeno il piccolo orsacchiotto di peluche legato allo
specchietto, arrivammo. Un posto incantevole , un'area da picnic stupenda , c'era l'acqua , i tavolini
con le sedie di quercia, i barbecue per arrostire con accanto dell'ottima legna. Pensai , d'essere fortunato , avrei lasciato in macchina tavolo e sedie. No, assolutamente, incominciò : non sono
igienici, chissà da quanto tempo non li lavano, saranno impregnati d'odori. Per non sentirla parlare
scaricai la macchina. Avevamo dimenticato la tovaglia, un altro casino, un borbottio continuo
di rimproveri, l'avesse saputo lei non sarebbe successo. Ero stufo ma feci finta di niente.
Ci sedemmo a tavola pronti per mangiare, ella s'alzò di scatto e disse: vado a mettere l'anguria
nell'acqua del ruscello così la mangeremo fresca. Fatti un paio di passi la sentii urlare, aiuto,aiuto
m'ha morso, m'ha morso, mia moglie mi guardò , m'urlò d'andare a vedere cosa fosse successo.
M'avvicinai ,era per terra sconvolta, prorio vicino alla caviglia aveva due piccoli buchini,sembrava
l'avesse morsa un serpente. Fu tutto un attimo , mi feci coraggio, dissi a mia moglie d'aspettare.
La caricai velocemente in macchina e con una corsa contro il tempo , facendo sorpassi azzardati
e camminando persino contromano ,nel più breve tempo possibile arrivai in ospedale.
Fu tutto inutile ormai la povera vipera aveva gli occhi spalancati, la lingua tutta d'un lato ed era morta.
La mia suocera tanto brava! testo di igress
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