Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Non funziona più niente
e lo sanno anche i muri screpolati
che ormai nessuno più raschia per ridipingere.
L’algoritmo non sbaglia mai
e proprio per questo
ci ha infilato tutti in un loop di merda
che profuma di vaniglia sintetica
e notifiche a luci rosse.
Abbiamo venduto la lentezza a rate,
la vergogna a peso,
la capacità di arrossire
l’abbiamo scambiata con un filtro
che cancella i pori e insieme l’anima.
Il dio Denaro non ha più nemmeno bisogno
di altari
si è fatto touch-screen,
si è fatto swipe,
si è fatto «acquista ora,
paga tra 3, 6, 12 ere geologiche».
E noi applaudiamo
con le mani screpolate dal disinfettante,
con la faccia illuminata
da uno schermo che ci odia
più di quanto noi odiamo noi stessi.
La bellezza è diventata un contenuto,
l’amore un format,
il dolore un reel da 7 secondi
con la caption «keep going ».
Non capiscono.
Non vogliono capire.
Capire sarebbe lavoro,
e il lavoro vero
lo abbiamo esternalizzato
a un modello linguistico
che non ha mai avuto un nonno
né un rimpianto
né una madre che piangeva piano
in cucina alle tre di notte.
E allora resta solo questo
un verso andato a male,
una bestemmia sussurrata al buio,
il gesto inutile di scrivere ancora
quando ormai
anche la ribellione
è stata caricata come trend
e ha già lo sponsor.
Non funziona più niente.
Ma io
testarda come un animale ferito
continuo a sanguinare in rima
aspettando
che almeno una persona,
una sola,
leggendo
si accorga
che sta sanguinando anche lei.
E che non è normale.