Quel nulla che ho di te.

scritto da Claudio Catozzi
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo Claudio Catozzi

Testo: Quel nulla che ho di te.
di Claudio Catozzi

QUEL NULLA CHE HO DI TE.

Mi tendi la mano, sorridi e dici ogni anno la stessa cosa: "Auguri, a te e famiglia."
Eppure per dodici mesi non mi hai parlato, solo un distratto cenno del capo, solo quattro lettere gettate come obolo dovuto, solo un click di cortesia ogni tanto, quando mettevo uno scritto in rete.
E adesso sei qui, di fronte a me con la tua mano tesa, o sul display con le tue condivisioni mediatiche prese da pensieri di altri, perché da te non ne esce nemmeno uno.
Hai idea di cos'è stato quest'anno per me?
No, nemmeno lontanamente, tu neppure ti immagini quello che ho passato e sto passando, così come io non so nulla del tuo, il nulla totale.
Non sai che ho il mondo addosso, che se potessi me ne andrei da questa vita che sa di poco ormai, che sono pronto, e rimango solamente per dare una mano a chi di queste mani e della mia presenza abbisogna ogni giorno.
Sono pronto, ma non sono pronti i miei cari e quel mezzo pugno di amici veri che possiedo a salutarmi, e allora rimango.
Però è Natale, via al festival dell'ipocrisia, a visi poco conosciuti intrisi di sciropposa, improbabile bontà che spuntano ovunque, in tv, per strada, sui social, con frasi fatte e strafatte.
Scusa, ma dov'eri quando stavo male?
Dov'eri quando mi servivano due parole?
Non per chiedermi come stavo, detesto quella domanda, no... due parole per distrarmi, per portare la mia mente altrove e farmi sentire di nuovo quello che un tempo son stato..
Non c'eri.
Erano più interessanti le vetrine del centro, i video di youtube, o i test e i giochini di facebook.
E dov'ero io quando a star male eri tu?
Non c'ero, nemmeno lo sapevo, preferivo i miei hobby a te e sai perché?
Perché noi due ci siamo sconosciuti, perché a te non è mai interessato avermi nella tua vita e, forse, nemmeno a me averti nella mia.
Noi due ci stringiamo la mano o ci scambiamo qualche click sui social, ma siamo estranei uno all'altro.
Tra poco entrerò in qualche negozio e troverò altri come te, altri auguri di circostanza a cui risponderò automaticamente, e a casa poi, davanti a un monitor, troverò cartoline in serie, bacheche invase come terre di conquista da dispensatori di auguri seriali.
E ad ogni post di "Buon Natale." decine di "mi piace", l'indice che pigia automaticamente senza neppure leggere, frenetico, obbediente ad occhi che percepiscono lucine, abeti addobati e neve, quelle neve che nei miei Natali è sempre mancata.
E poi, una settimana dopo, tappi di bottiglie che saltano, una cifra ripetuta all'infinito, la felicità imposta da una data, e di nuovo la tua mano tesa, i tuoi "mi piace", ma poi, il giorno dopo, la tua indifferenza, che ricambierò con la mia.
Ti aspetto per gli auguri dell'anno prossimo, non scordarteli, da tradizione me li devi.
Assieme al nulla, quel nulla che ho di te.
Quel nulla che ho di te. testo di Claudio Catozzi
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