La ragazza del treno

scritto da Wildflow
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Parole liquide, a tratti livide ma pur sempre libere
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Testo: La ragazza del treno
di Wildflow

Circondati da passeggeri del proprio destino e banchine di anime nascondiamo nella folla i nostri dubbi più viscerali, eppure cerchiamo distrattamente qualcuno attraverso questo finestrino, si...chi riesca a far rivelare il bene più grande, quello che non siamo ancora riusciti a dare.
Tu seduta ad osservare questi orizzonti aperti aspetti ansiosa la tua fermata, io dubbioso credo che stia sfrecciando l'ennesimo treno che deragliando lascerà una nuova cicatrice sul mio corpo.
Uno strano allarme si diffonde nelle nostre menti, si sfoca tutto, siamo ad un battito dall'impatto e tutto si arresta bruscamente e la risacca dei nostri pensieri ci travolge...
Nel riaprire gli occhi percepiamo una rara anomalia, elettricità pura, mani sul finestrino... scarichiamo la tensione improvvisa.
In questo vetro, riflesso d'anima, ci specchiamo entrambi distorti, polverosi, incrinati, radiosi, macchiati e piangenti eppure la connessione dei nostri sguardi cristallizza le nostre immagini insieme e possiamo toccarci attraverso il vetro, ognuno attraverso l'altro.
Le porte si aprono.
In quel tumulto grigio che mi circondava ritrovai gli occhi sensibili in grado di indagare le mie cicatrici, quelle che nascondono la vibrazione di fondo del mio universo. Connessi istantaneamente come la vita di una stella cadente, per impedire che il futuro diventi passato troppo in fretta e sfugga.
Anime nude, da vestire con sogni e sentimenti che bramano di riscoprire il mondo dopo che dai rovi non fioriva una rosa da un po'.
Lasciami avvicinare dolcemente alle tue cicatrici, dammi modo di ascoltarle sussurrare, le rispetterò, consentimi di dare nuova linfa a ciò che le circonda sfiorandole con le labbra.
Ci rendiamo conto di non essere a più a nostro agio ad essere singolarità di questo universo in espansione.
Ognuno ha il suo nucleo, i nostri campi gravitazionali si sfiorano, ci immergiamo in un abbraccio in cui ci distendiamo nel nostro denso silenzio, intorno le luci della città cessano di esistere e in questo cielo siamo pronti per essere ammirati.
Lo vedi? Se mi avviciniamo le spine non ci feriscono più, ora si può smettere di dire vattene, ma si può dire resta...
La ragazza del treno testo di Wildflow
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