Premesso che la poesia contemporanea non ha regole, se non questa, prendendo atto che questa scelta è probabilmente la più democratica mai effettuata nella storia dell’umanità, ci limiteremo a svelare qualche trucco e a dare dei consigli, certi che, alla maggior parte dei frequentatori di questo sito, risulteranno inutili segreti di Pulcinella. Mi scuso, con questi ultimi, per l’ardire.
TRUCCHI E CONSIGLI
- evitate rime, consonanze e assonanze come fossero la peste, potrebbero rendere musicale il vostro scritto
- fate in modo che si possano capire fino a un massino di tre righe su dieci, possibilmente non contigue
- cercate di evitare di andare a capo dopo una delle righe di senso compiuto. Fatelo o prima o dopo, aggiungendo, anche a caso, qualcosa che renda incomprensibile, non solo a voi naturalmente, questa scelta
- tutti sono capaci di andare a capo, stupiteli scrivendo poesie che lo fanno ad ogni parola, nel mezzo delle par-ole, grazie alle (parentesi), oppure mai
- poiché qualcuno (e non facciamo nomi che il poeta è permaloso per definizione) ha voluto abusare di certe parole, tipo amore, cuore ecc., utilizzate preferibilmente quelle che nessuno userebbe mai
- escludete i verbi che potrebbero chiarire o svelare la mancanza di un filo conduttore
- non cadete nell’inganno di quelli che dicono di togliere il superfluo, rischiereste di non pubblicare più nulla
- non serve forzarsi per scrivere senza senso, piuttosto è cercando di darglielo che ci si può inibire
- anche la lista della spesa è poesia, meglio se scritta in russo. Ricordatevi dunque di non buttarla via dopo gli acquisti e usate Google traduttore o ancora meglio una IA
- se scrivete una poesia che vi sembra lunga dividetela in due o tre parti in modo equilibrato e scegliete un titolo per ognuna, non dimenticatevi che su Alidicarta si può pubblicare quasi ogni santo giorno
- se ne scrivete una che vi pare corta, giunti alla fine, ricopiatela tale e quale tante volte quanto vi sembra necessario perché occupi sufficientemente il vostro monitor. La maggior parte dei lettori non se ne accorgerà, quelli che invece leggono per criticare creperanno d’invidia per l’idea originale e avanguardistica. Con le dovute, personali, variazioni ed elaborazioni potreste creare nuove tendenze
- copiare le poesie degli altri, mescolando a caso le parole, potrà soccorrervi nei momenti di crisi creativa. L’unica controindicazione è che spesso, queste nuove combinazioni, hanno un senso
- non angustiatevi se siete sempre vissuti in un paese di provincia o vi sembra che non vi sia mai capitato nulla di eclatante. Non cadete nell’errore di voler descrivere le scarne realtà che vi attorniano. Lasciate che a faticare e a rischiare siano poeti come Pasolini e simili. La soluzione è molto più semplice di quanto possiate immaginare: inserite qui e là, con estrema “nonchalance”, qualche nome straniero di personaggi o località e il gioco è fatto
- se sentite profondamente lo spirito del Natale e non riuscite proprio a trattenervi dal trasmetterlo ai lettori, formattate pure il testo in modo da centrarlo, tipo alberello
- l’editor che usiamo per scrivere ci fornisce la possibilità di colorare i testi. Diamo dunque soddisfazione a chi ce l’ha così gentilmente fornito. Se parliamo di cielo coloriamo le parole di blu, se di prati, di verde e così via. Colorarle di giallo per far percepire ai lettori che, pur non avendoli nominati, ci sono anche il sole o i suoi riflessi, è certamente una buona idea, ma non verrà recepita e, ancora peggio, renderà pressoché illeggibile la poesia
- ricordatevi sempre che oggi viviamo nel mondo della multimedialità, non in quello terribilmente retrò dell’eleganza, non lesinate dunque colori e immagini d’ogni tipo
- anche se non ci vedete bene e non riuscite a regolare correttamente il vostro monitor personale, cercate di evitare di usare caratteri più grandi di quelli preimpostati. È vero che quelli che non ci vedono, anche a causa dell’uso del computer, sono la maggioranza, ma è altresì vero che oggi gli schermi si regolano da soli. Eviterete che il lettore visualizzi solo una parola alla volta
- la poesia contemporanea, come dicevamo all’inizio, non ha regole. Non cerchiamo ora di fare gli originali cercando di seguirne. Potremmo tornare ai tempi bui in cui pubblicavano solo Saffo, Omero, Virgilio, Dante, Emily Dickinson, William Blake, Pablo Neruda, ecc.
Certi di non aver inventato l’acqua calda, ma speranzosi di aver offerto un piccolo aiuto a tutti coloro che sono nuovi allo scrivere poesie, un cordiale saluto
p.s. quell'"avanzato" che compare nel titolo subito dopo "corso" non sta a indicare un livello superiore, ma semplicemente che questi sono gli appunti che l'editore del mio noto manuale di salsa e merengue, non so perché, a suo tempo aveva scartato.
103-Corso avanzato di poesia contemporanea testo di Iviola