The Man - l'uomo che parlava col mare

scritto da Il Girfalco
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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in memoria di Manfred Gnadinger ( 1936 - 2002 )
- Nota dell'autore Il Girfalco

Testo: The Man - l'uomo che parlava col mare
di Il Girfalco

Dicono che c’è l’America
oltre quell’orizzonte così scuro
e che c’è la Statua della Libertà
come nocchiere di un porto sicuro.
Io che le colonne d’Ercole
le ho valicate già tanti anni or sono
elessi come patria l’Oceano
che mi nutrì, lontano dal frastuono
di ciò che dite consorzio civile.
Forse un po’ strana, sì, ma non servile
la vita che ho scolpito in questa spiaggia
con i rifiuti delle mareggiate
del vostro liberismo mercantile.

Feci il percorso dei pellegrinaggi
che trasportarono le hallenkirche
in quel di Santiago de Compostella,
seguendo la coda di quella stella
che propose al Sole nuove occasioni;
finchè arrestai il mio vagabondaggio
alimentato dalla delusione
che disarmò la chiglia alle mie barche.
Ho messo casa dentro la conchiglia
di un paguro Bernardo l’Eremita,
condividendo il pane con la figlia
del vecchio Simeone, lo stilita.
E, come il bruco perde la sua pelle
per affacciarsi ad una nuova vita,
smisi i vestiti, gli idoli e le mode
per viver nudo, libero e selvaggio.
E fu così che posi fine al viaggio
che mi avrebbe condotto in Terrasanta
per stare qui, e plasmar con le mie dita
la sabbia, i sassi e gli ossi di balena
che il mare quotidianamente posa
dove riposa la mia storia, infranta
da un’onda nera, turpe e minacciosa.

Dov’è la Sfinge, dove la Sirena
che avevo eretto, torri nel paesaggio
di questo litorale gallicano?
E i loro rostri, incisi in ossidiana
( dono prezioso dell’alta marea )
a contemplar lo specchio di un miraggio
li ha devastati ora la livorrea
fonte, per voi, di energia e di ricchezza.
Ma io solo distruzione e tristezza
ho visto perpetrarsi nel suo nome:
eppure era possibil viver come
le antiche genti, saziandosi di quel
che Provvidenza per ciascun dispone;
eppur si può, sì, vivere con niente!
Atlantico, mio Lete, mio Acheronte,
che i frutti delle Esperidi donasti
a chi si rivolgeva a te, devoto,
e in te bagnava le sue membra ignude,
chi ti ha mutato in lugubre palude,
chi ha seminato morte sulle rive
che dai tuoi flutti bevvero il disastro?
E’ dunque il mostro un leviatano ignoto
Il male che si fa e ci sopravvive?

Il mio cadavere è il mio testamento:
e i marinai, portandolo in corteo,
lo scelsero per far da monumento
crocifisso sul porto di Camelle;
della mia spiaggia si farà un museo
ma le sculture mie, sì, proprio quelle
più rovinate dall’avidità
dell’oro nero, peste oppur trofeo,
vi prego, mantenetele in tal modo
che non si possa più dimenticare
che chi le ha uccise muove civiltà
con magnifiche sorti e progressive;
lasciatelo pur là, non rimuovete
il petrolio che avete riversato
sopra le statue della mia libertà.





***

Il 19 novembre 2002, a una settimana dall’incidente che ne causò il naufragio, la petroliera liberiana “Prestige” affondava al largo delle coste della Galizia riversando in mare 77.000 tonnellate di greggio. Il giorno seguente la marea nera ricopriva già migliaia di km di costa, dalle Asturie al Portogallo. Nel mese successivo l’estensione della devastazione ambientale interessò l’intera costa atlantica franco-spagnola, lasciando ancora oggi tracce e segni indelebili del danno occorso. Si tratta di uno dei più disastrosi incidenti ai danni dell’ecosistema marino avvenuti negli ultimi anni.
La nave era già stata soggetta due anni prima a diverse sanzioni per infrazioni alle norme di sicurezza della navigazione, e da quella data non era stata più sottoposta né a manutenzione né alla revisione annuale obbligatoria per tutte le imbarcazioni adibite al trasporto di carichi pericolosi.

Il 13 novembre 2013 il Tribunale de La Coruna assolveva gli imputati dai capi d’accusa loro contestati, lasciando così il disastro impunito e privo di responsabili.

Nel gennaio 2018 è stato inaugurato a Camelle il “Museo de Man” che ne raccoglie e racconta l’opera artistica restaurata e catalogata dopo anni di abbandono e incuria. E’ parimenti visitabile il “jardin de mar”, la casa-eremo sulla spiaggia dove l’artista viveva e dove sono state traslate le sue ceneri.
The Man - l'uomo che parlava col mare testo di Il Girfalco
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