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Ti ho scorta dalle spighe come fossi vite
Ed io volpe affamata
Mentre seduta sul covone miravi l’alba
Eri come bambola pregiata
Fini capelli, rosee labbra e occhi nocciola
Sei la maliarda
E poco a poco la fame s’è placata,
Eri cuore che suona.
Un passo e ti sei girata, come scoperta
Mio petto tuona
Il tempo è rallentato nella steppa
La voglia mi divora
Giacché mi inviti sull’ alta stuoia
Fremevo di gioia
Ed una volta abbarbicato su quel dorato
Finalmente
Il tempo fu fermato.
Dolce Aere che le sciogli la chioma
Sono amareggiato
Lei dipinto nella mente come delizioso aroma
Mentre io invecchiato
Guarderò allo specchio scovando sguardo solitario.
Ti ho ammirato
A tentoni una lattea mano ho cercato
Eri fredda come marmo
Lampo vermiglio ha varcato l’orizzonte
E cercando ancora tuoi occhi
Ti ho trovato.
Quel battito profondamente umano
Eri viva
Né immagine statuaria né dipinto
Eri tempo
Passato assieme, lì, nostro giaciglio
Strinsi la mano,
Commediografa silenziosa di stano piglio
Ma mi sorrisi
E mentre sfiorivo cercando tuo calore
Un bacio delicato
Dischiudendo gli occhi scorsi nuove figure
Gioventù di miele
Costante Adulto
Senile sì fedele
Tutto questo
Con te.