Seduto ai piedi dell'albero del tempo guardo lo scorrere della vita mentre, dai rami mezzi spogli., continuano a cadere le ultime foglie. Foglie morte giacciono sparse sul terreno intorno a me e ad ogni foglia un nome, molti li conosco, personaggi famosi, un amico, un familiare, un collega. Poco piu' in la', un giardino gia' tutto rivestito di verde e colorati fiori primaverili con un parco giochi brulicante di bambini, piccoli uomini e piccole donne acconpagnati dalle loro giovani mamme cui, e' difficile attribuire un'eta'. Alcune di queste spingono una carozzina e tengono uno o due cuccioli per mano. Vedere queste mamme a loro volta bambine, sconvolge l'anima ed il cuore. E' la vita che si rinnova attraverso le stagioni generazionali. Guardo, altre foglie cadono, non ho paura ma soltanto infinita nostalgia ! Mi chiedo se ho vissuto il mio tempo, come l'ho vissuto, se l'ho vissuto invano. E' troppo grande il contrasto tra la primavera della vita e la decadenza della vecchiaia. No, non c'e' nulla di bello ed esaltante nella seconda o terza eta', e' solo e soltanto l'ingenuita' di un inganno ! La decadenza e' un'amara compagna che si manifesta ogni giorno mentre ti guardi allo specchio e noti i segni devastanti del tempo sul tuo viso e sul tuo corpo sempre piu' debole ed affaticato. Unico rifugio l'anima dove il sentimento sembra non invecchiare mai e nel suo perenne pulsare di luce, illumina la notte del cuore. Seduto ai piedi dell'albero del tempo, chiudo gli occhi cercando nell'attesa, di rubare al sonno i sogni piu' belli, ritrovando te, piccolo fiore !
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