Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Nella bocca amara e senza denti, la parola "speranza" si scioglie come una caramella. L'anziana se la rigira nell'antro del palato, assaporando cieli bruciati, mari disidratati, di terra ammantata di ortiche e di una zolla di zucchero.
Le dita delle mani sono desquamate e adunche. Un reticolo di vene azzurrine corre sotto la pelle secca e pallida, nelle quali scorre sangue andato a male che, nel confluire verso le unghie, le rende di un giallo smorto. Dita che girano e rigirano gli acini del rosario, soppesandoli e strizzandoli, sperando che scoppino e ne esca il sangue di qualche Santo; l’anziana attende speranzosa come fa il porco che aspetta gli venga gettato il cibo nella greppia.
(Ma un bel giorno d'autunno il porco vede il contadino non più entrare nel porcilaio per dondolare il solito secchio zeppo di cibo; l'uomo ha una mano nascosta dietro la schiena che stringe un lungo e affilato coltello da squarto, mentre l'altra, ben visibile, regge una larga e alta bacinella, vuota di cibo ma pronta a raccogliere viscere e sangue. E il porco diventa, esso stesso, cibo...)
Borbotta preghiere sperando che il tempo si tramuti in qualcosa di divino: che indossi la cerata lustra e disinfettata da chirurgo e poi, tramite una semplice cannuccia appuntata su un punto preciso del corpo, le succhi via il male. Ma il dolore, come suo solito, se ne fotte delle preghiere e dei ceri votivi: va dritto, cieco e sordo, calzando anfibi sporchi di sangue e poltiglia d’ossa, calpestando chiunque gli capiti a tiro.
I polmoni dell'anziana, diventati piccole ciminiere per il troppo fumo, si contraggono in uno schiocco; il denso catarro ostruisce il passaggio d'aria che trasale veloce e inarrestabile per le vie respiratorie, come un montacarichi d'hotel a cui, tutto d'un tratto, si sia spezzato il cavo, fermandosi allo spigolo del "gargarozzo" e lasciandola quasi soffocata. Ma, grazie a un colpo di tosse potente come uno sparo, riesce a sputare il carico grumoso. Le pupille, squassate dalla percussione dei polmoni, dapprima si attorcigliano su sé stesse — quasi a stringersi come lacci di scarpe su mille lacrime di dolore — ma dopo aver espulso il catarro si sciolgono in una lacrima: una sola lacrima di gioia che le solca il viso rugoso e molle, finendo la sua corsa nella piega delle labbra. La lascia lì per qualche secondo, poi la deglutisce in un solo boccone, per assaporare la mistura della vita e rigettarla da dove è venuta.
La farfalla che le svolazzava nello stomaco, attaccata a una parete del cuore, è venuta giù quando quella parete è diventata una crepa, a causa di un sussulto imponente degli occhi provocato da un terremoto di immagini. La farfalla, nello sprofondare, si è tramutata in un insetto abbozzolato nel pancreas che, da lì, ha iniziato a sgranocchiarlo fibra per fibra, cellula per cellula, respiro dopo respiro, preghiera dopo preghiera. Quella stessa farfalla che anni prima si staccava dal cuore per volarle in gola e soffocarla al solo scorgere l'ombra malconcia e curva del marito.
Ma un giorno, in cui il cielo era limpido e leggero come un cristallo, in pochi secondi l'aria si addensò in una grigia e pesante palla di ferro che, cadendo, si abbatté sul capo del marito, stecchendolo sul colpo; il suo corpo si sciolse sotto il sole prima ancora della propria ombra. Un giro di giostra di denso colesterolo, trascinato nella folle corsa cranica dal "giostraio" sangue, era diventato un tappo nel cervello ostruendo un'arteria cerebrale. E il marito aveva vomitato spezzoni di ossigeno e vita, finché non sopraggiunse il rantolo finale.
L'anziana tende le orecchie al riecheggiare di una campana a festa, appesa al collo di un campanile come un campanaccio a quello di una vacca che vede arrivare una balla di fieno. In quelle note metalliche, stridose e riverberate, non c'è niente che sappia di lei, niente...
Solo una festa della vita che la vede assente da non so quanto tempo.