La Bestemmia

scritto da Gianny Mirra
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Gianny Mirra
Autore del testo Gianny Mirra

Testo: La Bestemmia
di Gianny Mirra

Anime in pena. Anime di quarzo citrino.
Specchi di ametista
riflettono il niente.
Sangue di corallo,
versato come fiumi in piena.
Gli esseri umani amano la violenza,
la falsità, il vizio,
il crimine nascosto
ed infliggere il dolore,
dietro maschere di perbenismo.
Parole piovute dal Cielo Divino
riempiono le bocche dei lupi.
Dei più giovani di noi
creati a nostra immagine e somiglianza.
Troni d'oro su teschi umani
dove montagne di denaro si accumulano,
non bastano mai.
La crudeltà fa la linguaccia
e la malvagità saluta con il dito.
I servi si gettano sotto le ruote della morte
mentre i prescelti, gli eletti
dettano legge con le pantofole di seta.
I paladini del potere
fanno salire le masse
sulla giostra della pazzia.
E non finisce mai di girare,
mostrando i denti, le unghie, gli occhi sbarrati.
Le vittime cadono una ad una
come una festa
alla roulette russa.
Il demone della bellezza uccide a morsi,
scarnificando le ossa e le menti.
La superbia riempie i cuori di odio rappreso
ed arroganza.
Dite al soldatino che muore in guerra
combattendo come la formica.
Dite alla vicina che diffonde l'odio ed il disprezzo
perchè l'invidia le batte i chiodi nel petto
-E' sempre la stessa storia,
la stessa ruota che gira
e stritola tutti.-
Chi per un verso e chi per un altro,
il veleno macera ciò che alimenta la rabbia.
Come il diamante brilla ed acceca
ma in fondo è un oggetto
che non vale un cazzo.
Così la pirite riempie case, strade e nazioni
illudendosi che conti davvero tanto a quel Qualcuno,
lassù in alto.
Poveri idioti inchiodati alla croce,
con una storiaccia appiccicata addosso
copia ed incolla.
Il mondo non ha bisogno di favole strappacuore
per continuare a girare.
Poveri Diavoli dalle lingue di brace.
Gli inferni si riempiono da soli
ma sono proprio qui, sulla terra.
Prima o poi arriveranno altri Dei,
più belli e più forti
a puntare il dito.
Di Voi non se ne sentirà più parlare
se non come maschere
per i carri del carnevale.
La Bestemmia testo di Gianny Mirra
3