Contenuti per adulti
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Ecco l’uomo! Vedo l’autorevole figlio di Dio
solcato dal sangue del sacrificio
sceso umilmente tra noi e appeso alla croce
nel momento in cui si trasfigura la figura.
Ignorante tra gli ignoranti, di umili origini
costretto alle tribolazioni della quotidiana gravità
per raccattar il decente salario al sostentamento dei figli.
Chiuso tra le quattro mura di un’attività dura
a bestemmiar iracondo, come un porco profano
costretto dalla necessità a vendersi l’anima pura,
insoddisfatto di tutta l’apatia di un mondo insano.
-Il buon demonio lo tiene allegro, con piacevole calata
compagnia di questo Cristo disilluso
sedendosi sotto lui, alla sua destra emancipata.
Inchiodato ai propri difetti, al rituale del cartellino
all’impostura dell’organizzazione, di un insano obbligo contrattuale
all’osservanza di regole ben fatte e all’ossequio di facciata.
-Un legno che si erge sopra di te, per tutta la vita!
Ora lo vedo! A cercar l’elemosina come uno straccione
passando il Rubicone e senza una degna occupazione
o per semplice opportunità, beffeggiato dalla competitiva società
che ti spreme e poi ti getta, ama abbandonar i suoi figli in difficoltà.
Ecco, il Cristo è lì, imprecando contro la malasorte, cercando vendetta
chiuso in ospedale, sepolto sotto un letto, anemico inguaribile
costretto dalla deficienza del corpo a una vita maledetta
nell’infermità assoluta si affaccia con terrore al baratro della morte
che sinora non si è degnata di proferire la sua sorte.
Il Cristo è assieme ai suoi fratelli, anime disperse
indossa una corona di spine di plastica, simile alle altre
e si confonde nell’uguale dolore poiché ognuno abbia la sua parte.
Appeso orribilmente alla croce, come ladrone
mentre monta la marea dei suoi compagni
lungo una interminabile fila di croci
che si perdono in un orizzonte disperato.
Legni ai quali sono rapprese altrettante anime dannate
dannate dalla quotidianità, dalle imprecazioni irate
dalla stolida* ignoranza, dall’arretratezza mentale
dall’ubriacatura, dalla mancanza di una prospettiva banale
dai dolori della vecchiaia a quelli del mestiere.
-Ecco lì, il ricco e l’epulone, l’avido e l’egoista
il profittatore senza scrupoli e il direttore arrivista
si fan beffe di lui, appeso alla croce, e lo dileggiano.
Disprezzano l’istrionico figlio di Dio, bestemmiando l’umanità
mentre ostentano la ricchezza, frutto di rapina
di un sistema che opprime e deruba con feroce brutalità.
-Come davanti a uno specchio che rifletta l’abisso
Dio si è fatto uomo tra gli uomini
carne, marcescente e putrefatta, dall’orrore del trapasso
anima, corrotta dalle ingiurie dell’esistenza
dai condizionamenti della società.
-Dio, dio, perché lo hai abbandonato?
Il Cristo è nella Terra, mistero totalmente umano
debole e indifeso nella dolente sconfitta
si rotola nella melma dei miseri, indegno come loro!
La Croce non spettacolarizza il miracolo
veramente affonda le proprie braccia
nell’unità profonda degli esseri umani
nella condivisione sofferente.
Io sono la via, la verità e la vita, antica sentenza
motto sincero, percorso di errori e orrori
infiniti dispiaceri, imposti e autoinflitti
perché risorga la speranza di un mondo degno d’Amore.
Infine, ecce homo! Ecco l’uomo, un povero Cristo e misero diavolo!
L’inferno si abbatte su noi dall’alto
e qui, in questo mondo, Dio è morto!
Se poi risorge gli impuri con lui fan festa.