Eccoci uomo

scritto da massi71
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo massi71

Testo: Eccoci uomo
di massi71

Ecco l’uomo! Vedo l’autorevole figlio di Dio

solcato dal sangue del sacrificio

sceso umilmente tra noi e appeso alla croce

nel momento in cui si trasfigura la figura.

Ignorante tra gli ignoranti, di umili origini

costretto alle tribolazioni della quotidiana gravità

per raccattar il decente salario al sostentamento dei figli.

Chiuso tra le quattro mura di un’attività dura

a bestemmiar iracondo, come un porco profano

costretto dalla necessità a vendersi l’anima pura,

insoddisfatto di tutta l’apatia di un mondo insano.

-Il buon demonio lo tiene allegro, con piacevole calata

compagnia di questo Cristo disilluso

sedendosi sotto lui, alla sua destra emancipata.

Inchiodato ai propri difetti, al rituale del cartellino

all’impostura dell’organizzazione, di un insano obbligo contrattuale

all’osservanza di regole ben fatte e all’ossequio di facciata.

-Un legno che si erge sopra di te, per tutta la vita!

Ora lo vedo! A cercar l’elemosina come uno straccione

passando il Rubicone e senza una degna occupazione

o per semplice opportunità, beffeggiato dalla competitiva società

che ti spreme e poi ti getta, ama abbandonar i suoi figli in difficoltà.

Ecco, il Cristo è lì, imprecando contro la malasorte, cercando vendetta

chiuso in ospedale, sepolto sotto un letto, anemico inguaribile

costretto dalla deficienza del corpo a una vita maledetta

nell’infermità assoluta si affaccia con terrore al baratro della morte

che sinora non si è degnata di proferire la sua sorte.

Il Cristo è assieme ai suoi fratelli, anime disperse

indossa una corona di spine di plastica, simile alle altre

e si confonde nell’uguale dolore poiché ognuno abbia la sua parte.

Appeso orribilmente alla croce, come ladrone

mentre monta la marea dei suoi compagni

lungo una interminabile fila di croci

che si perdono in un orizzonte disperato.

Legni ai quali sono rapprese altrettante anime dannate

dannate dalla quotidianità, dalle imprecazioni irate

dalla stolida* ignoranza, dall’arretratezza mentale

dall’ubriacatura, dalla mancanza di una prospettiva banale

dai dolori della vecchiaia a quelli del mestiere.

-Ecco lì, il ricco e l’epulone, l’avido e l’egoista

il profittatore senza scrupoli e il direttore arrivista

si fan beffe di lui, appeso alla croce, e lo dileggiano.

Disprezzano l’istrionico figlio di Dio, bestemmiando l’umanità

mentre ostentano la ricchezza, frutto di rapina

di un sistema che opprime e deruba con feroce brutalità.

-Come davanti a uno specchio che rifletta l’abisso

Dio si è fatto uomo tra gli uomini

carne, marcescente e putrefatta, dall’orrore del trapasso

anima, corrotta dalle ingiurie dell’esistenza

dai condizionamenti della società.

-Dio, dio, perché lo hai abbandonato?

Il Cristo è nella Terra, mistero totalmente umano

debole e indifeso nella dolente sconfitta

si rotola nella melma dei miseri, indegno come loro!

La Croce non spettacolarizza il miracolo

veramente affonda le proprie braccia

nell’unità profonda degli esseri umani

nella condivisione sofferente.

Io sono la via, la verità e la vita, antica sentenza

motto sincero, percorso di errori e orrori

infiniti dispiaceri, imposti e autoinflitti

perché risorga la speranza di un mondo degno d’Amore.

Infine, ecce homo! Ecco l’uomo, un povero Cristo e misero diavolo!

L’inferno si abbatte su noi dall’alto

e qui, in questo mondo, Dio è morto!

Se poi risorge gli impuri con lui fan festa.

Eccoci uomo testo di massi71
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