Cercavi la vita ma hai trovato solo uno stagno di niente.
Sul viale dei sogni interrotti e delle manette ai polsi, per una rosa e qualche spina tra i denti.
Lei ti guardava con il suo sorriso, la bocca socchiusa a metà, pareva maggio a sentire la sua voce, e il cielo, mentre volava insieme alla sua libertà illuminava il vostro sguardo, in realtà fuori la neve continuava a cadere ma tu il freddo non lo sentivi.
Quando camminavate insieme vi indicavano per ridere, -i due miserabili- dicevano, ma in mezzo a quegli stracci segnati dagli sguardi avvelenati del disprezzo, tra le parole sputate addosso per far male, vi riparavate tra le labbra dell'altro, a letto, senza coperte, in mezzo al calore delle vostre cosce non avevate bisogno di un camino acceso davanti al vostro dolore.
Una notte, tornando dal lavoro hai trovato una rosa con le spine, vi separava un cancello nero, la notte e le sue stelle ti dicevano di guardare altrove, il ricordo di lei spegneva la tua ragione, che poi quale ragione? Un fiore strappato al buio per un po' d'amore.
Ti sei trovato faccia a terra, le mani sporche di fango e una lacrima sul viso, la scarpa del buon borghese teneva il ladro di fiori tra le spine.
Giudice, giuria ti hanno condannato, dietro le sbarre per tentato rapimento e il cuore spezzato sotto un peso ingiusto, solo il freddo nella cella, solo l'odio spento in mezzo alle pareti grige, per un sorso di amore l'uomo ti ha proibito la libertà, per una corda intorno al collo ti hanno fatto dimenticare della vita.
Ogni tanto lei cammina ancora sola per la strada, ma una perla in mezzo al fango non marcisce.
Una rosa con le spine, lasciata sola in mezzo alle lacrime non si piega, fiorisce.
Due petali. testo di FauuXV