Mia madre non leggeva, non ne aveva il tempo. Un lavoro notturno e massacrante come il suo, non le concedeva neanche il lusso di qualche rigo prima di dormire. Non conosceva neanche i grandi autori, mia madre. D' origine numerosa, il lavoro le giunse non appena finito l' abbecedario, per poi traghettarla oltre Onda, nei freddi magazzini d' agrumi che era ancora "picciridda". Sognava di avere tempo, per tutti i righi persi, le pagine non lette....così accumulava libri come fossero tesori......Riposti nello mensola in alto erano sotto gli occhi di tutti, ma tra le mani solo di chi capace, di stare in equilibrio su di una sedia...Imparai così, senza fare rumore, a restare immobile in punta di piedi. (Tresea)
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