Sotto i relitti delle crepitanti foglie autunnali, inizia dolcemente a germogliare un preludio di primavera, foriero di nuove speranze. Foriero di rinascita. Nonostante il tempore, che effonde calore nelle ossa penetrate dal tagliente gelo invernale, mi sento come lo scheletro di una foglia incartapecorita, destinata a scomparire dall'ineluttabile scorrere del tempo. Son soverchiata dal fluire dei giorni, dei mesi e delle stagioni. Talvolta le ore volano via oniricamente e senza premura; altre volte le giornate sono interminabili e gravate da notti insonni, spasmodiche e febbrili. Gli anni passano. Le ferite non si leniscono e il senso d'inettitudine anziché stemperarsi s'acuisce, alimentato dall'amara costatazione dell'impossibilità d'agire.
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