1950" UN'ALTRA STORIA (Carissima gioia, Amore mio)

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La vita di una coppia nata nel primo dopoguerra, attraversando il paese in ricostruzione, con le difficoltà di una vita familiare e dei rapporti con i propri genitori. Quello che poteva essere alla fine non è stato possibile dalla sorte.
- Nota dell'autore nickmolise

Testo: 1950" UN'ALTRA STORIA (Carissima gioia, Amore mio)
di nickmolise

“1950” UN'ALTRA STORIA


Ilario, classe 1931, giovane finanziere diciannovenne di ritorno al comando di Perugia dopo un anno passato al confine con la svizzera, chiede ed ottiene un trasferimento in Sicilia. Dopo aver sfidato le ire di suo padre,(Adauto) e di sua madre (Evelina) parte per la sua ambita meta voluta a tutti i costi contro il parere di parenti e colleghi.
Lo trasferiscono nel capoluogo in una caserma di periferia alle falde di Monte Pellegrino, quella stessa montagna che aveva visto negli anni della scuola sui suoi libri. Dopo un breve periodo di ambientamento, in un giorno libero dal servizio sopra in uno dei filo-bus diretto in centro, si accorge di una ragazzina appena quattordicenne di nome Giovanna, classe 1937. Vestita con abiti sobri e con i libri in braccio, Ilario rimane folgorato dalla semplicità di questa ragazzina. A poco a poco inizia un lungo corteggiamento, fatto di sguardi intensi, sorrisi e ammiccamenti, quando è libero dal servizio la accompagna a scuola fino a quando, complice una spiata di una delle amiche che riferisce ai genitori di Giovanna di queste attenzioni da parte di questo forestiero, cosi venivano chiamati chi non era siciliano, Ilario decide di parlare con il padre. La ragazza è la seconda e unica figlia femmina di altri cinque fratelli.
Inizia un lungo fidanzamento. Ilario dovrà fare i conti con la mentalità siciliana di allora, ma non se ne farà un cruccio perché rispettoso delle tradizioni e della mentalità locale riguardo le ragazze e stringe una forte amicizia soprattutto con uno dei suoi futuri cognati, Angelo, separati da un solo anno d’età tanto da considerarlo come un fratello.
Quasi giornalmente il fratello maggiore Angelo lo accompagna in caserma dopo che Ilario è stato a casa di Giovanna in quelle poche centinaia di metri che separa la casa dalla caserma, si confidano le loro reciproche aspettative di vita e di lavoro. Angelo lavora nella ristorazione aiuto cuoco in diversi locali della città ma ben presto si ritroverà imbarcato come marinaio nelle petroliere che girano il mondo. Ogni tanto con loro li segue l’altro fratello, Tommaso detto Masino, tre anni di differenza con sua sorella Giovanna ancora studente della scuola di avviamento, gelosissimo di Giovanna tanto che più volte tenta invano di convincere Ilario a lasciarla. Con i fratelli più piccoli, Giuseppe, detto Pino, sette anni di differenza con Giovanna, Francesco detto Ciccio di pochi mesi e Alfredo, che nascerà nel 1952. instaura via via un rapporto quasi come un secondo Padre visto che il suocero è molto spesso lontano per lavoro essendo nocchiere della Compagnia Tirrenia, agendo nei loro confronti anche come educatore e non mancando di rimproverarli anche con sberle quando è necessario.
Nei dieci anni a seguire, Ilario viene trasferito in diverse località della Sicilia, Linosa, Erice, dove fa il marconista nel Castello di venere, sede allora della Guardia di Finanza, Palma di Montechiaro, Licata, conoscendo tante persone e situazioni particolari come ad esempio a Linosa nel fare pesca subacquea per inseguire una Cernia per poco non perde la vita e perde una falange del dito indice o come all’arrivo alla stazione di Palma di Montechiaro, appena fuori la stazione un tizio avvicinandosi e chiamandolo per cognome gli disse di riguardarsi la salute e lui insofferente a certi atteggiamenti lo ringraziò e gli rispose con la stessa frase. I continui andirivieni dalle località e la caserma d’origine, non scalfi assolutamente il loro amore.
Consapevoli entrambi che dovranno attendere tanti anni prima di convolare a nozze, il loro amore si fortifica malgrado la lontananza di Ilario in giro per la Sicilia, ma quando ritorna a Palermo non perdono occasione per stare insieme sempre accompagnati ora da un fratello ora da un altro, come le passeggiate su Monte Pellegrino, montagna che è sempre piaciuta ad Ilario che contemplava nel suo libro di scuola e confidando a Giovanna che si sentiva attratto da essa, come se una voce lo chiamasse già in tenera età in questo luogo stretto tra montagna e mare e che mai avrebbe sposato una ragazza del suo paese ma bensì una siciliana.
Durante le lunghe assenze per lavoro, Ilario scrive delle lunghe ed appassionate lettere a Giovanna e inizia queste missive sempre con la frase “Carissima Gioia Amore Mio” dove racconta i fatti che via via accadono nei luoghi dove presta servizio, ora di lavoro, ora di svago come ad esempio le sue battute di caccia.
Passano gli anni e in occasione delle ferie di Ilario, sempre più convinto della sua relazione con Giovanna, accompagnati da Angelo, decide di farla conoscere ai suoi genitori in Umbria. Giovanna conoscerà i suoi futuri suoceri, contadini, della piana del Lago Trasimeno. Ilario le racconta alcuni aneddoti di vita dura di campagna di quando era bambino, i castighi a lui inflitti dalla nonna, la vera padrona di casa, , in quanto bambino molto vivace, che gestiva i maiali, apicultrice e i conigli, anche quelli di angora, dove lei stessa provvedeva a tosare e spedire la preziosa lana alla Luisa Spagnoli, e un aneddoto di guerra che ha scosso la sua famiglia in quanto un giorno del “44, dopo una spiata da parte di una donna del paese, lo zio Svaldo fratello di suo padre, aveva lasciato la caserma della guardia di finanza come tutti i suoi colleghi dopo la fuga del Re, vennero a prelevarlo i tedeschi accompagnati da un gerarca fascista per fucilarlo come disertore, allorchè cercò di scappare gli spararono e una pallottola lo colpì in testa, dato per sicuro morto volevano uccidere tutti i maschi che erano in casa, lui era l’unico presente al momento e aveva tredici anni, sua madre gli urlò di scappare e cosi fece da dietro casa corse verso i campi con i tedeschi che gli spararono dietro ma riuscì ad evitare le pallottole. Lo zio intanto dopo che i tedeschi se ne andarono, si accorsero che era ancora vivo. Stiede 4 mesi in ospedale, la pallottola entrò in una parte della testa tre centimetri sopra la tempia. Continuando il racconto Ilario spiegò che morì nel “48 perché stava impazzendo dal dolore che gli procurava la pallottola e si convinse pur avendo solo il 10% di possibilità di vita di farsi operare, morì sotto i ferri ma non per questo due anni prima ebbe il tempo di fare un figlio.
Passano gli anni e il loro amore si consolida sempre di più, e cominciano a parlare di possibile matrimonio. Ilario, fa presente a Giovanna le difficoltà che dovrà affrontare, anche se il padre di Giovanna, Antonino, Nocchiere nella compagna Tirrenia nella tratta Palermo-Barcellona, cerca di convincere Ilario con la prospettiva di aiutarlo, a rimanere in servizio a Palermo spinto anche dalla paura della moglie, Anna, che sa di perdere una fonte inesauribile di aiuto in casa, ma Ilario ha le sue idee in testa e vuole vivere la sua vita assieme a Giovanna e crearsi una famiglia ovunque anche in giro per l’Italia, lui, che a 18 anni aveva lasciato la sua famiglia in Umbria nel suo paesino di Tuoro sul Trasimeno, appena uscito dalla Guerra e per non gravare economicamente su di essa, si era arruolato giovanissimo.

12.11.1960 – Matrimonio a Palermo.
Semplice festa nella chiesa di nuova costruzione nel quartiere nativo di Giovanna e le foto del matrimonio alla Real Casina Cinese, il Padre di Giovanna come da tradizione di allora regala confetti a tutto il quartiere.
Il giorno dopo partenza per Goro (Ferrara)dove era già arrivato da giorni il trasferimento. Vivranno un anno dentro la caserma in una stanza adibita alla coppia. Nel “61 si trasferiranno a Parma dove vivranno cinque anni, nel frattempo nel 1961 nasce il primogenito, nel 1964 il loro secondogenito, tutte e due partoriti a Palermo, per volontà di entrambi dato che a Palermo Giovanna avrebbe avuto l’assistenza della famiglia. Nel frattempo nel periodo pré-parto rimanendo solo a Parma in servizio, Ilario continua a scrivere lettere a Giovanna, raccontandole oltre che degli aneddoti del suo lavoro, della solitudine che prova lontano da lei e dai suoi figli e che presto li raggiungerà appena avrà partorito. Così successe per il primogenito(Claudio) ma non per il secondo,(Mauro) per delle problematiche legate al parto fu costretto a ripartire in quanto aveva esaurito il periodo di congedo datogli per l’evento della nascita del figlio Il secondogenito nascerà la sera mentre Ilario è in viaggio in treno che fa ritorno a Parma.


1963. Attentato a Ciaculli
Una Giulia imbottita di tritolo esplode uccidendo 7 persone di cui 4 giovani carabinieri. Il fatto criminoso scuote il paese e ancor più i siciliani onesti
Aprile 1967. Dopo solo un anno vissuto a Fiuggi, Ilario ottiene un trasferimento a Frosinone. Nel suo intento c’è l’aspettativa di avvicinarsi, ma non troppo, al paese dei suoi genitori in quanto pensa che stiano invecchiando e potrebbero avere bisogno di lui. Come sempre sia Ilario che Giovanna in particolar modo, si adattano all’ennesimo cambiamento con straordinaria facilità, Ilario per risparmiare i pochi mobili che si fanno trasportare li smonta e li rimonta tutto da solo. Un giorno una vicina di casa, una umile signora vestita di nero, chiede a Giovanna di dove fosse, nel risponderle Palermo la signora si oscura in volto, un eclissi di dolore che il cuore non riesce a nascondere, e gli racconta di suo figlio, appena 19enne morto nell’attentato di Ciaculli. Giovanna è affranta da quel racconto si sente in colpa per quel dolore che prova quella madre ma la signora la rassicura dicendole di sapere per certo che non tutti i siciliani sono mafiosi e che la maggior parte sono persone per bene.
Gennaio 1969 Ilario e Giovanna si trasferiscono a Terni, dove ritiene di restare per sempre. La distanza ideale dalla casa paterna, giusta per la sua libertà d’azione con la sua famiglia e la vicinanza con la sua famiglia di origine, sempre nella consapevolezza che i genitori invecchiando avranno bisogno di lui.
Settembre 1969- nasce il terzogenito. La famiglia cresce e con essa anche le difficoltà economiche, a fronte di un piccolo aumento salariale e degli assegni familiari, c’è un affitto da pagare, la rata della macchina, una Prinz 600 acquistata due anni prima a Frosinone, un piccolo aiuto economico al padre che sta costruendo la casa al paese per la famiglia, tutto questo fa pensare a Giovanna la possibilità di un lavoro all’ospedale civile di Terni. Ma con argomentazioni argute, spaziando dalle esigenze di educazione dei figli, il relativo costo degli asili nido a cui affidare i figli financo al fatto che per sua forma mentis preferisce che sia la madre a d’occuparsi dell’educazione di essi, convince Giovanna a desistere dall’idea.
Nei circa 5 anni vissuti a Terni, ci sono i tanti spostamenti che avvengono in quel periodo, la visita bi-settimanale alla famiglia di origine di Ilario, strada che da Terni a Tuoro sul Trasimeno è interamente costituita da strade statali e provinciali passando per boschi e paeselli, o le scampagnate fuori porta, alla cascate delle Marmore e il Lago di Piediluco e i periodi estivi passati al mare in Sicilia, a Palermo dai genitori di Giovanna. Giovanna non ha la patente, ha il terrore della macchina e giura che non guiderà mai. Durante i vari tragitti per non far distrarre dalla guida Ilario, Giovanna pur non fumando accende le sigarette ad Ilario.
Quando scendono a Palermo, non mancano le giornate al mare nel quartiere natìo di Giovanna, l’Arenella e il quartiere limitrofo di Vergine Maria, Ilario appassionato di pesca subacquea ama fortemente il mare più del suo Lago e fin da piccoli i loro figli stringono via via amicizie con coetanei del quartiere, che alla fine delle vacanze sono costretti a salutare a malincuore. Tra le giornate di mare ci sono le escursioni ad Agrigento nella splendida valle dei Templi, Segesta e l’immancabile Erice, ricordi di gioventù di Ilario nei suoi primi anni di servizio in Sicilia.
Proprio in quei giorni di una delle tante estati calde palermitane (1970) ad Ilario giunge una informativa della GDF che riguarda suo cognato Giuseppe (Pino) l’informativa spiega di un possibile coinvolgimento del cognato per spaccio di stupefacenti. Malgrado Giuseppe avesse 25 anni, Ilario lo affronta con decisione e chiede spiegazioni in merito, Giuseppe è all’oscuro di tutto ciò, Ilario gli crede, e dopo un breve periodo di forte tensione in famiglia, riesce a sapere che era tutto frutto di un errore, un mero scambio di persona.

In una breve trasferta di lavoro a Milano per degli accertamenti, nel piccolo albergo dove dovrà alloggiare per una notte il proprietario dell’albergo nel dargli la stanza gli fa presente che è la stessa stanza dove ha dormito Vallanzasca, compiacendosi in maniera vistosa, Ilario infastidito dalla sua faccia compiaciuta, non la manda giù è in maniera dura e perentoria obbliga il proprietario al cambio immediato della stanza perché non ne vuole sapere di dormire sullo stesso letto dove ha dormito un vile criminale.

Il rapporto tra Ilario e suo padre non è mai stato idilliaco. I contrasti generazionali, da qui il bisogno di rendersi autonomo e allontanarsi dal proprio nucleo familiare in giovanissima età, il loro rapporto ambivalente vive di continui liti, distacchi e riappacificazioni, grazie anche all’intervento costante di Giovanna, il quale molto spesso cerca di portare alla ragione Ilario facendo breccia nell’amore paterno che è certa alberga nel suo cuore.
Nelle domeniche libere Ilario va a caccia, passione trasmessa dal padre, uno dei pochi punti di incontro con lui, da solo quando rimane in città, e con lui quando vanno al paese nei fine settimana. L’altra passione erano le motociclette che aveva da ragazzo e che economicamente ha dovuto abbandonare dopo il matrimonio.
UN'ALTRA STORIA

1970 Si sposa il fraterno cognato Angelo a Genova. Viaggio di tutta la famiglia e due giorni di permanenza in città con visita guidata da Angelo nel centro storico e pranzo pagato nel ristorante dove lavora ormai da qualche anno di proprietà del marito della sorella di suo padre dopo il ritiro dal mare sulle petroliere.
1971 . La costruzione del secondo piano che il padre di Ilario stava costruendo senza per questo non esserci i soliti contrasti visto la inevitabile diversità di vedute, vede finalmente la fine, nei propositi del padre di Ilario c’è la visione di una vita in comune nella casa ereditata dai suoi genitori ma la visione di Ilario è diversa da quella di suo padre che secondo lui ha realizzato un casermone con scala unica e continua senza dividere gli appartamenti, cosa che durante la costruzione Ilario faceva presente a suo padre e che ad opera realizzata era proprio come Ilario supponeva. Contrasti inevitabili e riconciliazioni sempre ad opera di Giovanna.
1972. Ilario accetta che Giovanna cerchi un lavoro. Tre figli pesano nella gestione familiare e un altro reddito in famiglia è diventato inevitabile. Giovanna invia domande alla P.I. e a fine anno verrà chiamata ad una supplenza in provincia di Terni.
Passano gli anni senza non poco contrasti familiari, Ilario si dovrà calare in una nuova dimensione familiare dove gestendo l’orario del suo servizio e il lavoro di Giovanna che con il suo pragmatismo e senso della famiglia riesce a sbrogliare tutti i nodi del rinnovato e più complesso vivere quotidiano avendo il suo da farsi anche con i figli che nel frattempo crescono. Per fortuna nel frattempo Giovanna ha ottenuto il posto proprio in una scuola a Terni non molto lontano da casa.
Negli anni a venire continueranno i fine settimana e le festività Pasquali e natalizie con i genitori di Ilario, le dispute con il padre e le visite alle zie a cui Ilario è molto affezionato, soprattutto con il fratello di sua Madre, Bruno, più grande di lui di appena sei anni e che ha convissuto un periodo di lavoro insieme quando fecero servizio a Licata, e i periodi passati in estate a Palermo dai genitori di Giovanna, con le giornate di mare, tanto amato da Ilario e le mitiche partite a carte con suo suocero Antonino esperto ed imbattibile giocatore di Scopa dove ogni tanto il figlio Mauro chiedeva a loro chi vincesse, il suocero rispondeva sempre ironicamente “tuo padre”.

1980 Dopo una breve malattia, muore il padre di Ilario. Nello stesso anno il figlio Claudio entra nell’Aereonautica militare. Ilario è orgoglioso ma nello stesso tempo non nasconde preoccupazione in merito a questa scelta.
Nel 1983 si sposa il fratello di Giovanna Francesco, viaggio in Friuli città dove da tempo convive con la futura moglie
1984 il figlio Mauro dopo la scuola alberghiera, è in giro per l’Italia e soprattutto all’estero nei vari alberghi come cuoco. In famiglia ormai sono rimasti in tre, con il figlio Paolo che si sta diplomando alla scuola per geometri.
1986. Ilario va in Pensione con il grado di Vice Brigadiere che gli permette una pensione più dignitosa. Giovanna continua a lavorare nelle scuole non più come bidella ma applicata di segreteria. Nello stesso anno muore il padre di Giovanna.
1990. Il figlio più piccolo Paolo entra in un noto studio di Geometri di Firenze. Ilario e Giovanna che ancora lavora in una scuola media della città, vivono ormai da soli. Ilario vive nel desiderio contrastato di andare a vivere nella casa paterna con la madre ormai rimasta sola dove convive solo il fine settimana con la figlia cui il marito lavora in un'altra città. La madre anziana e malata dal carattere forte e abituata malgrado la malattia alle ossa, rifiuta l’idea che il figlio venga a vivere con lei perché ritiene giusto la convivenza con sua moglie anche se ormai vivono da soli.
1993. Giovanna va in pensione, anche se con soli 21 anni di carriera ritiene necessaria la sua permanenza in casa con Ilario, facendo due conti la pensione sua e quella del marito sono sufficienti per vivere in tranquillità, anzi consiglia Ilario a pensare di andare a vivere in campagna con sua madre. Ilario è perplesso, pensa che anche sua madre Anna ormai anche lei anziana è rimasta sola ma Giovanna le fa presente che in casa c’è ancora suo fratello Alfredo che vive con lei. Ilario ci pensa su e decide che sarebbe però necessario pensare a dei lavori nella casa paterna, quelli necessari ad isolare il loro appartamento dal resto della casa come non aveva provveduto suo padre.
1995. Decide di iniziare i lavori nella casa paterna. Tra un aiuto di sua madre e un piccolo prestito di poter riuscire a realizzare i lavori. Pensa che in futuro avrà un ritorno dai soldi spesi per i lavori dall’affitto che non pagherà più in citta.

1998 Ilario e Giovanna diventano nonni. Il primo nipotino glielo darà il figlio Mauro. Nel frattempo si sono trasferiti nel paese di Ilario. Nell’anno a seguire sarà il figlio Paolo a dargli una nipotina. Claudio è impegnato in missioni di pace sparse nel mondo tenendo sempre in ansia i suoi genitori, ma alla fine del 2000 anche lui darà una gioia di un altro nipote a Ilario e Giovanna.

FLASHBACK

Nel dicembre 1972 dopo un periodo di malessere scambiato all’inizio per un problema digestivo, da un esame emerge una tremenda verità: Adenocarcinoma polmonare. Non più di 6 mesi di vita.
Gennaio 1973. Giovanna, dietro consiglio dei genitori di Ilario, lo convince ad andare a Torino per un consulto di un luminare, ma nasconde la verità ad Ilario che conosce benissimo il suo pensiero riguardo certi guaritori. Infatti trovandosi a tu per tu con lo pseudo-dottore che nel guardare le carte mediche estrae dal taschino un pendolino, Ilario lascia immediatamente la stanza mandando a quel paese il guaritore. In albergo avrà uno sfogo con Giovanna spiegando di comprendere i suoi genitori in quanto contadini ignoranti ma che da lei non si aspettava che credesse ai guaritori. Ilario si rende conto che la decisione di Giovanna è frutto della sua disperazione e dopo un tremendo attacco di tosse, abbraccia Giovanna piangente.
Marzo 1973 Angelo, il fratello di Giovanna che nel frattempo si era sposato, vive e lavora a Genova in un ristorante, sapendo della malattia del cognato, scende per fargli visita. Il secondogenito Mauro assiste nel momento dell’abbraccio tra di loro.
Tra Marzo e Maggio, iniziano i ricoveri nei vari ospedali, prima Firenze, Perugia e infine Passignano sul Trasimeno fino al pomeriggio del 03.05.1973



04.05.1973 mattina presto Giovanna e Dora, la sorella di Ilario di 11 anni più piccola, svegliano i figli di Ilario che dormono ignari in una stanza nella casa dei nonni, gli dicono che papà vuole vederli ma entrando vedono il loro papà ormai senza vita. Morendo nella notte, nelle ultime parole confidate a Giovanna chiede chi fosse quel corvo nero davanti ai piedi del letto sapendo bene che era li nel dargli l’estrema unzione, e le dice di rifarsi una vita essendo ancora giovane, cosa che non succederà mai in quanto Giovanna, dopo un periodo di poco più di 10 mesi(giungo 1974) dopo che due dei suoi figli hanno completato il loro percorso scolastico in un istituto di orfani della guardia di finanza nelle Marche (Loreto), prenderà con coraggio la patente e con l’aiuto di Giuseppe, detto Pino, scenderà giù nella sua Palermo dalla sua famiglia di origine dove vedrà crescere i suoi figli da sola con lo stesso amore che ha avuto per Ilario fino alla sua morte nel 2009









1950" UN'ALTRA STORIA (Carissima gioia, Amore mio) testo di nickmolise
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