Anni fa
spedii il mio Curriculum di lavoro a una ditta situata in una tranquilla cittadina del Nord Italia...
..Quelle cittadine ordinate ,pulite e profumate : pareva che il parroco andasse in giro a dondolare un -Arbre Magique - ,e non la cuccuma dell'incenso.
Con gran mio stupore dopo una settimana fui chiamato per un inatteso colloquio.
Presi il treno per arrivarci.
Arrivato al capolinea salii su di un bus per fermarmi all 'entrata della fabbrica:non era niente male nel vederla...
Sobria e geometrica ,tenuta benissimo
Tutto regolare allo sguardo ...
Varcai l' entrata porgendo la lettera della convocazione al portiere...
Mi portò a un secondo ; un tenue odore di disinfettante mi salì nelle narici.
Sembrava di stare dentro una camera operatoria per come fosse disinfettata e silenziosa.
Mi fece accomodare dentro una stanzetta ammobiliata con gusto ; gli angoli erano riempiti da graziosi vasi di fiori..
Era l'anticamera che dava alla stanza del colloquio...
Un' ampia e soleggiata finestra dava su di un cortile in cui erano perfettamente parcheggiate le macchine degli operai.
Insomma ,niente era fuori posto....
Capii che la rettitudine e l'organizzazione maniacale erano alla base del successo della società...
Attesi all'incirca un quarto d'ora prima che chi era preposto mi facesse entrare e accomodare nella sua stanza e poi psicoanalizzarmi.
Stanza arredata con un certo gusto, quasi personale, dei quadri attaccati al muro che rappresentavano la natura.
Pareva un piccolo orto botanico artificiale.
Natura
incontaminata , selvaggia e rigogliosamente colorata.
La scrivania colma di tante pile di fascicoli ma tutte geometricamente sistemate.
Con le mie movenze disarticolate mi sentivo stramaledettemente fuori posto.
Mi si presentò in modo affabile e gentile, ma macchinale ,un uomo.
Di sicuro era uno strizzacervelli e voleva metterrmi alla prova i nervi..
Mi disse che la fabbrica aveva una sua provata ed integerrima etica, moralità.
Il benessere psicofisico degli operai era alla base della produttività ,con tanto di cadenzate pause disseminate nei turni lavorativi,ferie complete e di tredicesima ,quattordicesima, Tfr, giorni festivi pagati, e vari premi di produzione ecc ecc ;e se l'operaio avesse avuto il benchè minimo accenno di malessere veniva subito mandato a casa e senza fretta curarsi...
"Si, era la fabbrica dei sogni..."
Insomma ,una fabbrica modello in cui la meccanica ' e l'umano ottenevano una buona miscellanea di intenti e prolificita'...
I datori ,pensa un pò,organizzavano anche degli eventi che riguardavano la beneficenza e la pace nel mondo. Illustrandomi ciò con moto orgoglioso e gioioso quel che avevano fatto e avrebbero fatto :così ogni donazione ottenuta era poi devoluta a chi ne avesse necessità..
Mi parlò dell' efficienza della mensa e della variabilità del menù .
Organizzavano anche degli incontri culturali e musicali all'interno della fabbrica e una messa a ogni ricorrenza religiosa.
Ogni tanto le sue labbra accennavano un ghigno benevolo e soddisfatto...
Lodava giustamente le virtù della fabbrica e che lavorarci era una gran cosa,privilegio ...
Un privilegio in questo mondo pieno di sopraffazioni...
Mi sembrava di essere nell'eldorado del progresso,il giusto connubio di convivenza armoniosa fra mente umana ed artificiale con l'anima ad avere il ruolo di collante..
Dopodichè mi fece molte domande e mi mostrò degli schemi per esplorare la mia devozione verso il lavoro e il sacrificio che comportava e se potessi coagularmi perfettamente con il mucchio degli operai già operanti nella struttura :Essere un unica e grande cellula posta nel corpo della fabbrica .
Anche nel congedarmi lo fece con modo gentile e cordiale.
I suoi movimenti e lessico erano eleganti. Mi dava l'impressione di essere a capo di una pacifica e produttiva famiglia modello;di quelle che non torcerebbero neanche un capello al peggiore malvivente ,pronti a dare una mano ai bisognosi.
La cornice, con dentro una foto della famiglia che sorrideva a piena bocca al completo, comprovava il mio pensiero...
Insomma, la fabbrica versava in ottime condizioni, sia strutturali che di pulizia , mi fece pensare che facesse ottimi affari e le produzioni andassero a gonfie vele...
Ripresi il treno e ritornai a casa..
Non ebbi più nessuna notizia da parte della fabbrica che pareva il Mulino Bianco ...
-La stupenda e linda fabbrica ,dove la moralità e l'etica erano al primo posto della loro politica aziendale, produce armi...-
Bus testo di Giullare della morte