LE POESIE POLITICHE

scritto da Francesco Andrea Maiello
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo Francesco Andrea Maiello

Testo: LE POESIE POLITICHE
di Francesco Andrea Maiello

LE POESIE POLITICHE

IL TEMPO ZERO

Sull'italico orizzonte regna
da tempo la notte fonda.
Siam tornati all'anno zero
con il santo inquisitor che
rompe l'anime in triplice version
sotto l'allucinante ibrida vision
del vignettista che ghigna (Caronte)
del saputello che sogghigna (Lucifero)
e del giudice che con vergogna
e senza pietà ti manda alla gogna (Satana).
Sul versante politico parimenti
è buio profondo con la fine di Fini,
il sempre casto Casini con la Rosa in fiore,
poi c'è Franceschini che gira in camicia
quando lo scaltro D'Alema al massimo
dei giri va in barca a vela e in barba
ai compagni se ne frega della sinistra
tant'è che l'infausto Bertinotti fece
l'incauta spesa e da solo pagò il conto
con l'arcobaleno di colpo al tramonto.
S'ode a destra un delfino rampante,
a sinistra un grillo parlante,
d'ambo i lati rimbomba Di Pietro,
ma d'improvviso arriva un lamento,
è sempre Rutelli gemente e a romper
l'àere è l'urlo di Bersani da vincitor
sol di primarie ma la reggenza d'Italia
“ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte”
per un filosofo con la testa in aria.
Perfin il professor Prodi ci rinunciò
e qui iniziò l'armoniosa opera di Silvio
che, pria da Mosè, l'Italia in due divise
poi, da padreterno, così la risuscitò:
Italia rialzati!
Adesso infin in giorni di tempesta,
da novello Noè, sul nostro sacro stivale,
via di luce e pace con l'Europa che tace,
traghetta naufraghi e dà rifugio a profughi
che Sarkozy rifugge, da nazionalista
promotor egoista di bombe umanitarie.
Di ritorno alla sinistra Italia con un Veltroni
trombato e con Bertinotti persin folgorato,
adesso si aspetta, al canto ben augurante
di notte di luna calante lungo spiagge deserte,
l'astro nascente in veste di savio scrittore
al momento fazioso e anche noioso,
quando la Lucianina schizzetto
è un passatempo davvero giocoso.
Intanto gira voce che entrerà in pista
Luca in Ferrari, ma seppur altolocato
non può competer col divin Silvio
della casta venerea, afrodisiaca
stirpe dei re “Silvi” da Enea,
nome fatale e tanto vitale, e così
per la gente italica venne il tempo
di Silviade (Cantami, o Musa,
le gesta di Silvio...) dopo l'Iliade
(Cantami, o diva, del pélide Achille...)
e l'Eneide (L'armi canto e 'l valor
del grand'eroe che pria da Troia,
per destino, ai liti d'Italia...)
a dominar spazio e tempo reale
almeno lui con qualche ideale.
Ad onor del vero il nostro Presidente
ha qualche vizietto e forse un difetto
ma senza questi sarebbe perfetto.

SILVIADE

Cantami, o musa,
le gesta di Silvio che l'umanità
condusse nell'era della pace.
Si narra che fosse così bello
ed attraente da fare innamorare
chiunque incrociasse.
Nella umana veste di pater familias,
con occhio attento anche agli eredi,
di padre-padrone prese sembianze e,
con il paese mortificato da prodi invasori,
da padreterno finanche
così profferì: Italia rialzati,
paragonandola a Lazzaro
da tempo in decomposizione!
Nella sacra veste, poi, di Mosè
divise l'italica mandria,
vero mare in tempesta,
su due sponde opposte e,
da buon pastore, indirizzò il suo gregge.
Io, dall'alto delle mie ispirate vedute
con queste scritture, lo vedo persino
vestire i panni del biblico Noè...
LE POESIE POLITICHE testo di Francesco Andrea Maiello
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