Kandel e l'inconscio artistico a Vienna.

scritto da Eangeloni
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Testo: Kandel e l'inconscio artistico a Vienna.
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All'inizio del 1900 molti preferivano Vienna ad altre metropoli per la sua enfasi sull'eccellenza culturale. Tutto ciò è possibile leggerlo in "The age of insight" che è di Kandel, professore di Medicina neuro-biologica. Il Modernismo fu una chiara reazione all'Illuminismo. La vita dell'uomo non è né perfetta, né razionale, perché non ha le garanzie degli assiomi matematici. La verità non è sempre piacevole, è difficile da riconoscere perchè è nascosta. La micro-economia distingue tra attese razionali e comportamenti involontari.
Kandel considera il quadro di Manet "Colazione sull'erba" del 1863 e cita Gombrich a ag. 13: "l'arte è un'istituzione a cui torniamo quando vogliamo avvertire lo shock di una sorpresa. Altrimenti non potremmo adattarci alle nuove domande della vita.".
Così non è solo Freud ad ammettere l'"atto mancato" come rilevatore di sintomi inconsci , ma anche Nietzsche ribadisce la profondità di elementi spirituali nell'animo umano. La razionalità li vorrebbe reprimere ma non si sa bene in base a quali pretese. Si attribuisce a Platone questa esigenza, ma in realtà essa va considerata ambivalente.
Ciò porta a rivalutare il mito greco: Klimt dipinge "Danae". Kandel ammette che la psicanalisi di Freud non è confutabile nel senso di Popper. Non soddisfa i canoni epistemologici per essere considerata una scienza. Comunque il bere eccessivo o la somministrazione di psicofarmaci creano reazioni al DNA che facilitano la funzione di particolari ideal-tipi. Nel "Principio del piacere" Freud scrive nel 1920 che "gli errori descrittivi probabilmente già svanirebbero se fossimo pronti a sostituire i termini psicologici con altri fisiologici o chimici". (pag. 60).
Per esempio, l'apprendimento associativo di Aristotele fu portato alle estreme conseguenze da Locke. A Pavlov fu sufficiente calcolare il gap stimolo-risposta. Per Freud ciò era banale finché non fosse diventato un processo di apprendimento con desiderio e punizione. Gombrich riteneva la psicologia riducibile alla biologia.
Nella Bibbia i sogni collegavano i viventi ad una specie di Inferi. Se il paziente è scettico del medico, il sogno può essere una buona terapia. A pag. 104 Kandel confronta un "Cristo" di Masaccio ad un contesto militare dipinto da un olandese del 1600: nel senso di Deleuze, ciò significa confrontare Dentro e Fuori. A completare il circolo in senso dialettico, c'è il riferimento a "Schubert al piano" del 1899 di Klimt, dove è presente l'attenzione al Fuori, ma in senso etico. Il pittore sta abbandonando la superficie delle apparenze per entrare in uno stato emozionale, fu impressionato profondamentamente dai mosaici di Ravenna.
Secondo Freud l'uso della metafora spiega le forze dell'istinto come modello dell'animo umano. Schnitzler stesso usa molto il monologo interiore. Schiele dipinge corpi umani disgiunti allo stesso modo in cui CHarcot considerava gli isterici.
Scrive Johnston in "The Austrian mind" che "quando Freud parla di super-ego capace di censure, sa che sta parlando anche di censura di stampa. La mancanza di speranza propria della burocrazia Freud la paragona alla paura di castrazione"(pag. 239). L'autore , considerando le differenze epistemiche tra Husserl e Brentano, pone il problema della relazione tra conoscenza e desiderio. Menger, un economista neo-classico, dice che "il valore misurato correlando la forza del desiderio con l'ottenibilità della cosa desiderata"(pag. 304).
Kandel e l'inconscio artistico a Vienna. testo di Eangeloni
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