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La nascita di Roma è storia e pure leggenda. Romolo e Remo su tutti e tutto. Fratelli al sangue più che di carne, furono praticamente gli antesignani degli Abbagnale: uno in trionfo e uno in funerale. Difatti Remo dei due era quello predestinato al canottaggio, e lo era sia di nome che di fatto, che senza l’ invidioso Romolo sarebbe di certo diventato un big del due senza. Altro che Giuseppe e Carmine Abbagnale, questi due ci andavano proprio forte sopra er Tevere, ma Romolo ogni tanto gli remava contro. Accanto a loro c’ è sempre stata l’ inquietante ombra dell’ esuberante figura materna: una lupa forse mannara di certo mammaia, visto che aveva degli evidenti e anche gravi disturbi di identità. Si dice in giro che fosse bipolare come gli orsi. Un’ orsa minore altro che la grande lupa. Romolo era siculo e caliente, un romano sotto mentite spoglie. Nato in realtà a Corleone e trapiantato a Roma all’ età di un giorno, si specializzò ben presto alla dolce vita della mala e come esperto sicario, perché mandato direttamente dalla famigghia trinacria a fare tirocinio al colle Palatino, nei pressi del Quirinale. Fu messo lì apposta, già in fasce sulla rotta della canoa fatta a culla sotto i colli di Roma Capitale, che già da allora ci buttava l’ occhio sul governo di Roma, la mafia. Lungimirante. Sullo sfondo c’è il giallo biblico del fiume Tevere, vero dejavou e spartiacque tra Caino-Romolo e Abele//Remo. Da pastori a grandi conquistatori, da pastori a capo del bestiame immondo. E fu davvero un impero bestiale che fiorì e rifiorì in Epoche pre//post Cristo, che nel frattempo dalla Galilea parlava di un altro tipo di gregge, invano. Un impero sconfinato, senza precedenza. Andava e basta, senza chiederla. Ci vollero secoli secoli prima di capire che era figlio del petrolio e non della pastorizia quel gregge da cui sorse traendo infinite risorse anche il più longevo e virtuoso popolo di tutti i tempi Romani ( templi?). Il vaticano. Roma Conobbe (biblicamente parlando) 7 re ma soprattutto molte donne. L’ ottavo fu Falcao ma questa è un’ altra Storia. Ah, un’ ultima cosa: Giulio Cesare fu ucciso dai romani perché accusato di essere laziale. Una sciarpa biancoceleste gli fu fatale. Stava là -sul pulvinar- posata e dimenticata, alle idi di marzo e alla fine di un concitato derby tra Roma e Lazio.