L’uomo morto in un Giovedì qualunque

scritto da Filax
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Autore del testo Filax

Testo: L’uomo morto in un Giovedì qualunque
di Filax

Nero.

Nero come la pece, il sangue che solca il pavimento marmoreo. Un corpo esanime ed un pezzo di vetro, ancora, rigido fra le mani.
L’odore di solvente è la coltre di questa messinscena, il bicchiere ancora colmo di vino, del pane raffermo ed una piuma. Una sola lettera:

“Vogliate scusarmi, il mio cigno è fuggito. Non aveva catena, tanta era l’impalpabile leggerezza del mio amore per lui. Ha riempito il mio mondo ma io, non il suo. Il mio cigno è fuggito ed il perché non ha saputo dirlo, ha solo sbattuto le ali ed eccolo li, andarsene via. Abbiamo mangiato spesso vicini, ne ho avuto cura ma lui, lui è fuggito. Vogliate scusarmi, Voi tutti, per l’impietoso lascito, ma vogliate capire, come anch’io ho dunque inteso. Il mio cigno, non è mai stato mio. Lui, aspettava di imparare a volare, di librarsi nel cielo e finora, ha solo condiviso con me la sua attesa. Non ci sarebbe stato alcun volo senza di essa ed io, ripensando a lui, sorrido.

Vogliate scusarmi, se tutto ciò vi appare incomprensibile ma sappiate, che questo corpo, a terra esanime, è in realtà piu vivo di tutte voi, anime infrante.

Poiché non c’è certezza di vita maggiore di un uomo morto, in un Giovedì qualunque, per ciò che ha amato."

- Filax 

L’uomo morto in un Giovedì qualunque testo di Filax
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