avventure in una scuola di vandali

scritto da greacy2000
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di greacy2000
gr
Autore del testo greacy2000
Immagine di greacy2000
gr
avventure in una scuola di vandali
- Nota dell'autore greacy2000

Testo: avventure in una scuola di vandali
di greacy2000

TRAMA
Una studentessa delle medie si trasferisce in una scuola di basso rango per problemi finanziari, purtroppo scopre che è una scuola dimenticata dal mondo e in cui i vandali hanno il potere. Nella sua classe ci sono anche i due pezzi grossi di quella scuola, cioè coloro che hanno radunato tutti i bulli della scuola in una specie di corpo studentesco vandalistico, in più i due ragazzi sembrano da subito molto interessati alla protagonista per il suo modo schietto di parlare e il suo carattere forte e ottimista, inoltre la sorprendono in flagrante in una situazione imbarazzante e da quel momento diventa come la servetta di quegli sciagurati scoprendo che, dopotutto, non erano così cattivi come lei credeva. Riuscirà a tenerlo nascosto alle sue amiche? E, cosa ancora più importante, riuscirà a uscire da questa posizione alquanto scomoda?

1° CAPITOLO
-COME HAI DETTO, SCUSA???!!!-
Gridò inviperita la povera Viola, stava parlando al telefono con sua madre che, per darle le notizie più importanti, non trovava mai il coraggio di parlarle di persona
-ho detto che ti trasferirai alla Piemont High School, ho già compilato i moduli per cui non hai possibilità di protesta-
-ma non abbiamo neanche i soldi per l’affitto, come hai potuto trasferirmi adesso?!-
-MA È PROPRIO PER QUESTO CHE TI HO TRASFERITA!! Ascolta, il preside di quella scuola ha qualche debito con tuo padre e quindi anche con me, siccome anche lui non se la sta passando molto bene ha detto di non poterci ridare tutto subito, il minimo che poteva fare era accoglierti nella scuola gratis facendoti passare con la borsa di studio-
Viola era scandalizzata, la scuola che frequentava le piaceva, era a basso costo e, soprattutto, tutti erano gentili con lei anche se sapevano in che situazione si trovava, il padre si era riempito di debiti da sempre, per quanto ricordasse e proprio per questo qualche anno prima i suoi volevano divorziare, anche se dovettero rinunciare per la scarsità di fondi. Tutti la comprendevano e nessuno la biasimava, era un rapporto che era riuscita ad instaurare dopo mesi di sacrifici e avversità, quale garanzia avrebbe avuto di riuscire ad avere delle buone amiche che le volessero bene? Per di più trasferendosi in periodo d’esami! Senza dire un’altra parola riattaccò il telefono in faccia a sua madre sicura che, come tutte le altre volte, non si sarebbe arrabbiata e, anzi, ci avrebbe ripensato, comunque se così non fosse stato Viola aveva già progettato di andare a parlare con suo padre. Anche se aveva già progettato un piano d’attacco assolutamente infallibile, senza che se ne accorgesse, fallì, anche perché meno di sue settimane dopo era seduta comodamente su un autobus che l’avrebbe accompagnata al dormitorio con la sola compagnia della sua valigia strapiena e il suo MP3 che gli rimbombava le sue canzoni preferite nelle orecchie, la musica era così forte che quando arrivò alla sua fermata neanche se ne accorse e il conducente, che era una vecchia conoscenza della madre, dovette scuoterla per farsi ascoltare:
-senta signorina, per fortuna questa volta era l’unica passeggera, ma che non capiti più una cosa del genere, chiaro? Deve fare attenzione alle fermate se no sbaglierà sempre destinazione, allora io ho il compito di portare le valigie solo fino al cancello, da lì in poi dovrà cavarsela da sola, va bene?-
-ma sì, sì, ho capito! Mica c’era bisogno di scuotermi in quel modo! Ma lei non conosce le buone maniere? Comunque visto che IO sono educata la ringrazierò e le permetterò di accompagnarmi, quindi vogliamo andare?-
E Viola tutta impettita scese dall’autobus e si diresse verso l’ingresso del suo dormitorio, arrivati al cancello l’autista se ne andò e Viola osservò l’enorme giardino cominciando a salire la collinetta che si trovava davanti. Arrivata sulla cima guardo giù e vide che l’ingresso del dormitorio stava proprio alla fine della lunga discesa della collina, allora si fermò, prese lo skateboard che era miracolosamente riuscita a incastrare nei lacci della valigia e attaccando la valigia dietro di lei allo skateboard con degli elastici cominciò a sfrecciare giù dalla collina. Purtroppo si accorse troppo tardi che c’erano due ragazzi seduti sui gradini del dormitorio e non avendo abbastanza tempo per frenare l’unica cosa che riuscì a fare fu urlare:
-EHI! VOI, LAGGIÙ! TOGLIETEVI SE NON VOLETE FINIRE TRAVOLTI!-
I ragazzi si voltarono lentamente verso di lei e proprio quando uno stava per dire qualcosa, Viola gli arrivò addosso con lo skate mentre la valigia arrivava in testa all’altro ragazzo
-EHI! MA CHE CAZZO FAI?! Chiedici subito scusa!-
-ma come sarebbe a dire?! Io non chiedo scusa proprio a nessuno! Mica è colpa mia!-
-come scusa?! E se non sarebbe colpa tua di chi sarebbe, nostra?!-
-non ho mica detto questo, solo che io prima vi avevo urlato di spostarvi e visto che siete stati voi a rimanere fermi come fessi non è colpa mia-
Poi Viola prese il braccio del ragazzo che gli stava davanti e guardò l’orologio da polso che indossava e urlò:
-mamma mia come è tardi! Rischio di non arrivare in tempo alla gara di skate! Bé, allora ciao e spero di non rivedervi mai più, byebye!-
E così dicendo Viola prese la valigia e lo skate e li portò nel dormitorio e corse alla gara a cui doveva presiedere circa 20 minuti dopo. Intanto i due ragazzi erano rimasti esterrefatti dal comportamento di quella ragazzina che non avevano mai visto prima
avventure in una scuola di vandali testo di greacy2000
0