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Solo
Stava bene con se stesso
Certe occasioni avevan preso
Il volo, ora era un uomo solo
Amava le giornate all’aria
Il mare la campagna
Soprattutto d’inverno
Quando solo poteva stare
girava il territorio
su una vecchia auto scassata
ogni tanto si fermava e meditava
su un occasione mancata
s’imbattè così in un paese
parte in pietra, parte in legno
completamente diroccato
all’entrata anche l’insegna
non si leggeva più
era un paese senza nome
e senza storia
non era segnato sulle carte
si addentro per la strada principale
dissestata e spazzata dal vento
tutta la percorse, si fermò
ed in quel momento si avvide
che c’era un opera in ferro
era l’ingresso di un cimitero
scostò il cancello a terra riverso
e fu come scoprire un universo
il paese che sembrava morto gli si rivelò
ogni abitante gli raccontò la sua storia
attraverso gli epitaffi delle tombe
il primo Nira Toneddu diceva:
Era un balente
Uccise molta gente, anche innocente
Lui lo uccisero una volta sola
Un altro era di una ragazza:
era bella ma la sua bellezza
volle tenere solo per se
morì sola e disperata. Era inciampata
e nessuno le sue grida sentì
poi altri e si fece un idea
di quello ch’era stato il paese
La chiesa in legno ancora reggeva
Pensò di dire una preghiera
Passò su due assi malferme
Sulla polvere si inginocchiò
E come a pregare iniziò
Il rudere prese a crollare
Lui per un pelo scappò
Capì allora che come lui
Quel paese, solo voleva restare.