Progetto J.

scritto da Shira
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 8 ore fa • Revisionato 8 ore fa
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Un racconto breve che avevo nel cloud.
- Nota dell'autore Shira

Testo: Progetto J.
di Shira

Heather Babb mi chiama. Mi riferisce che le più importanti informazioni del progetto Joint Enterprise Difense Enteprise, detto “Jedi”, saranno presto nel Cloud, disponibili per i due candidati.
Mi parla con quel suo modo professionale di dati sensibili, e io penso a mia figlia, di informazioni relative alle armi e ai materiali mentre io penso ancora a lei. Documenti dei servizi segreti di cui non può parlarmi apertamente, inseriti adesso nel broswer privato del pentagono.
Chiudo la telefonata con una scusa, mi accendo una sigaretta e dal telefono accedo al Cloud.
La mia mano sudata appanna il display, a fatica riesco a sfogliare i file excell. 
Parlano di esperimenti nucleari che io e il mio team già avevamo iniziato e portato avanti.
Rido, quelli della Microsoft non hanno speranze.
Anche mia figlia sta ridendo nella foto che tengo sulla scrivania. Si tocca la testa ormai senza capelli mentre sua madre resta distante nel corridoio dell’ospedale. Quattro anni di vita.
Nella fretta di leggere i file ho dimenticato di fumare e la sigaretta mi è morta tra le dita. Faccio un pensiero che non vorrei fare ma che mi aiuta di poco ad andare avanti ogni giorno: penso a quando sentirò le piccole mani di Sarah senza vita nelle mie, al suo corpo coperto da un lenzuolo, ai suoi oggetti morti con lei in questa casa che continuerà a vivere. Noi che continueremo a vivere.
La cenere è sparsa sul pavimento, mia moglie mi ucciderà e io non sarò in grado di inventarmi una scusa plausibile come con la segretaria del governo.
Tutti quei soldi, tutti quei finanziamenti per una ricerca militare, una ricerca su cui dovrò spendere più di quanto loro mi vogliono dare. Dovrò spendere i soldi per le cure di Sarah, arrendermi consapevolmente alla sua morte. È morta, mi ripeto, è praticamente morta.
Ho la nausea, le mani non sono più sudate, tremano e premono con forza sulle tempie. Lo schifo mi sale alla gola e mi brucia l’esofago.
Non posso pensarlo davvero.
Mia figlia lotta per strappare alla vita un giorno in più e io la do per vinta quando ancora sta combattendo.
Apro la mail, cerco tra i miei contatti qualche amministratore Microsoft, non importa chi. Non riesco a ricordare i nomi.
Allego le ricerche del mio team.
Il tradimento è terribile e si compie con un semplice “invio”. Spengo il telefono, lo lascio sulla scrivania e torno in cucina. Sarah mi aspetta seduta sul tavolo sorridente, ha fatto i compiti e vuole farmi vedere quanto è stata brava. Penso a mio padre.
Se suo nonno fosse ancora in vita la amerebbe. Penso che in lei rivedrebbe me – non so perché, ma mentre tutti ci vedono Daisy io so che lui ci rivedrebbe me.

Progetto J. testo di Shira
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