Ching Zyon e la poesia

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playlist: Perigeo, Earth Wind and fire, Sex Pistols, Claudio Lolli, Tom Waits, Chet Baker. droghe/psicofarmaci: Xanax, oppio, televisione libri sulla scrivania: Pasto nudo, l'idiota di famiglia la poesia è follia, null'altro
- Nota dell'autore Il Cinabro

Testo: Ching Zyon e la poesia
di Il Cinabro

—Chi ha mai raccontato il colore di pareti fatte di roccia  e vergate dalla calura? Chi potrebbe aver mai spiato la dimora malferma dei sospiri e dei venti? —

I respiri al buio con il rintocco dei passi in gola e la sera a cavalcare i mari affacciati lì sopra

Ricordo bene

Eran sordi nell’adagiarsi sull'orizzonte con premura di madre e l'amore sempiterno di Zyon e Kabal lasciato a germogliare fecondo

Lorde son d'amore bruciato ed arso che si accovaccia tra le finestre inscurite e sfiora i cieli ed arriva alla memoria in un batter d'ali cheto sfuggente

i vecchi figli del paese accasciati sulle panche gozzovigliano nel torpore e nell’aria malmostosa del meriggio senza rumore

e solo loro conoscono il segreto della follia che puo' albergare in cuori impavidi e dimenticati per sempre in attesa della felicità

sanno che la vita e' imperium et servire Chig Zoon fratello di Abramo nelle risaie malconce di Xian VII sec AC mentre parlano di aghi e carcere con Riccardo D’Este

sarebbe scherzo o destino terso da irridere fissando la bellezza dell'abisso ed assaporare i rintocchi lasciati li sapidi et clementi et dimentichi del resto

le donne fumano sui balconi e ridono della vita sotto la pioggia schizzata di giugno e fottono

—Ching Zoon e' tornato a casa con la gloria degli dei in corpo e la spada di Hwan riposta nei vicoli di Leicester e solo lui sa dov'e' nascosta ora—

Eppure nei locali aperti fino a notte tarda e spenti  solo dai riflessi accalorati dell'alba alberga il seno di Darmian e il suo nuovo volto rifonderà i pilastri dell’essere

i camerieri ripongono madidi le sedie ed attendono gli ultimi discorsi fumosi confondersi con le brezze lontane del porto laggiu' tra i montacarichi ed il nevischio degli addii al mattino

quibus

E proprio li in un anfiteatro di perle e giardini incurvati t’avevo incontrata

La luna disegnava bene le strade tra i solchi nodosi del mare dimentichi dell'uomo e dei vizi che potevi attraversare a piedi scalzi con lo sguardo dei bambini et semper hanno un loro gesticolare segreto e tramandato fin dai tempi dei re di Tebe—more than i can bear—?????????????????—PVT

Il futuro avra' braccia incolte e nere per chiunque lo sappia interrogare scavando sotto la terra schiva e maestosa che hai di fronte agli occhi

—Zyon aveva donato come regalo di prime nozze il capo mozzato di Ching Zoon preso in battaglia a sua moglie Seiton III erede della urbe familia Phian—

il giogo avra' sete di tele socchiuse in sgabuzzini e bazar come sere di maggio sfocate impassibili

E guardami, vorrei sapere cos'e' rimasto su quelle lacrime fatte di roccia e vulcani addormentati per sempre

La sabbia dei sogni forse mai riscossi s’intingerà di silenzio e vento di libeccio e poi di nuovo calerà su di noi

La piazza

I turisti

Il mare bianco

Le ceramiche sgargianti

Il gin callido sulle labbra a squamarmi l'anima e l'amarezza dei giorni scoscesi fin dentro le insenature selvagge a picco sui desideri d'ognuno

Cos'altro ancora se non cocci di gelo ghermiti in una scia d'amore? Cos'altro? 

E' la poesia a non aver risposte! ?????????????????????

Figlia ribelle del canto tortuoso e della musica nei colori d'ogni lasciarsi andare 

Irta tra le faglie delle vette e ricordo immortale di cio' che e' degno et volontà et suspicione

silenziosa smembra i secoli e rinasce feroce ed esemplare tra le strade di Bogota' ed i viottoli neri di un furioso ondeggiare dell’anima ferita inespressa

e tra martirii e tormenti alligna radici spesse come scogliere di ferro a trapassarmi

Mi ha condotto nel delirio della guerra impari ( Zyon tra gli artigli) e generosa nella follia nel chiudere gli occhi

un moto innato e barlume dei fantasmi in faccia da bambino mentre tirava il vento e il selciato diventava polvere polvere polvere

filo.spinato a cui m'aggroviglio sin dai primi giorni di vita e di cui respiro stantia la sottomissione placida alla potenza

non avro' epitaffi ricordi stuoli di schiavi adulanti ai miei piedi ma avro' vissuto per lei bruciando ogni attimo Imi —ha rapito solenne prendendomi la mano e conducendomi oltre la porta sotto le balestre che nessuno puo' muovere neanche col pensiero

Non meditazione non e' spirito insanguinato ne' allegria giocosa delle parole 

estasi e sbornia del decantare sidro

Stronzate! 

Nessun idillio nessuna rima bugiarda può appagarmi

E' violenza fidati del cantore ebbro è violenza è delirio lucido

E' dolore senza fine scavato a piene mani nel cuore 

—Ching aveva parlato alla corte di Zyon scegliendo la sposa piu' bella per porre fine ai massacri del Nam—

Inutile cercarti tra corpi di sirene e mari profondi

Scavi di tufo innalzati dal profondo della creazione

Suonano antiche ed esanimi nelle orme  dei burattini e dei soldati suicidi nelle trincee di Sapri 

Attraverso come lama d'acciaio i secoli della vita tenendomi le dita appese al gancio del tempo e del supplizio 

E' calore di quando credevo potessi cambiare il mondo con i sassi e le macchine a bruciare

parole intense a tracimare negli anni  e nascondersi tra i campi riarsi della quiete

o mentre rincorrevo i fiumi nudo con gli affanni degli armadi lasciati vuoti in stanze mute coi notturni di Chopin ad attendermi

m'immolai alla forza del tempo senz'odore e ne diventai schiavo e custode eterno

non c'e' gloria non c'e' ricordo ma solo il presente asfissia potere degradazione

—Ho pianto stanotte sulla tomba di Ching—

Dove sei finita? Non ho paura dei fremiti.

Un bar vuoto alle sei del mattino sapori di mestizia e caffe' maleodoranti gli sguardi persi annegati nel bourbon e una canzone di Tom Waits i denti marci della coca e delle anfe

le donne coi figli malati d HIV fanno bocchini

si fermano al gasoline per fare il pieno

ripartono con la gola sbiancata di nero

io ho il vento nelle tasche che squarcia gli inverni ed invade la steppa

sorridono ai clienti per pochi euro e sfamano il vizio

Poi guardano fuori e si fanno per scordare ogni cosa

—Syd e Luca—

Ching con la sua anima dorata li veglia ogni giorno e pulisce le loro ferite

Le figlie hanno nomi da soap opera e lunghi capelli inselvatichiti lisciati

—Zyon ha un vestito bianco ed annuncia alla moglie che la dittatura avra' termine ed il sole tornerà ad irrorare le pareti e la folla adulante sarà sangue petto divina  rigore—

 

ora intravedo il sudore stanco dei gabbiani e dei ponti lasciati sguarniti a traballare 

i sorrisi mischiati ai giorni senza meta

solinghi

infiniti

aspetterò che torni Ching

mi rapirà di nuovo violentando ogni antro della mente

occhi tremanti e silenzi di cemento

attenderò che succeda ancora 

luci di candele annacquate

la calma nel cuore prima della follia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ching Zyon e la poesia testo di Il Cinabro
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