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MISFIT
Vivo beato nella colpa felice
Di essere niente, non avere voce
Né un credo che mi sopprima la mente,
Sono un senza dimora, culturale,
Ideologica o intellettuale, ne resto
Lontano, mi basta la sacra struttura
Biologica che si tiene alla larga
Da qualunque sovrastruttura che alberga
Nell’immaginario della sapienza,
Io non sono, e se sono sono un’assenza,
Se sono comunque non me ne accorgo,
Agli schiamazzi preferisco il letargo,
Non so parlare, non voglio scrivere,
L’agone ciarlante a me mi deprime,
Il gergo forbito è una noia mortale,
Rifuggo il penoso combattimento
Dei galli che godono a farsi del male,
Non me la tiro però non mi vanto,
Sarà irragionevole ma amo l’istinto,
Mi fa leggero e più lieve il pensiero,
A me non va di non essere ignaro,
Ignaro lo sono eppure mi schiero.
Sì, proprio così, al di fuori del mondo,
In questo non essere a tutto tondo
Snobbo il dovere della convenzione
E sono il solo a prendere posizione,
Nel modo più umano di tutti, netto
Chiaro, puro e giusto: io non mi adatto.