Fuga

scritto da Aesterium
Scritto Ieri • Pubblicato 22 ore fa • Revisionato 22 ore fa
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Autore del testo Aesterium
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L’ho scritta velocemente, in realtà l’ho prima detta che scritta e mi rendo conto che è estremamente grezza, ma non vorrei modificarla dopo la fine del sentimento che mi ha portato a pensare questi versi
- Nota dell'autore Aesterium

Testo: Fuga
di Aesterium

Mi sentivo soffocare, dal suono ed il tepore della mia casa
Così apri la grata e corsi fuori lasciandomi indietro le luci arancioni e la voce di chi condivideva con me quel luogo
Camminando mi persi nell’erba del giardino
Aveva una forma e di questo ne ero certo
Ma nel buio leggero e trasparente illuminato dal chiarore
Non ero in grado di vederla
Era come se coprisse la superficie di ogni cosa
Come si espandesse ai confini di tutto ciò che conoscevo
Tutto ciò che sapevo esistesse
E all’improvviso mi resi conto dell’enormità di ogni cosa
O forse della mia piccolezza
E guardando le stelle torcendo il collo all’indietro
La vidi
La luna tagliata di quella sera, lucifera in quella notte
E l’aria gelida
Sembrava tenerla in piedic come un enorme e soffice cuscino tiene una pietra pregiata
Mi avvicinai alla luna
O tentai
Ma la mia strada fu interrotta
Sembrava enorme, invalicabile
Immenso e predestinato
Il confine tra l’essere umano e il celeste
Quel filo spinato
Se solo potessi superarlo
Potrei arrivare fino alla luna
Oh potrei girarci intorno
Diventare una stella, magari una cometa
E mentre piango sul mondo prendere come tutti i desideri che mi vengono affidati
E poi quando mi schianto esaurirli tutti
Uno ad uno, anche se è scomparso chiunque ne abbia ricordo
Anche se il bambino che mi ha visto ora è un vecchio
Canuto e silenzioso
Ma ancora speranzoso
Nello spazio deve fare ancora più freddo, questa notte non è nulla al confronto
Fa ancora troppo caldo
E deve essere anche più silenzioso di così, molto di più
Non ci saranno treni come quello che prima mi ha tanto fatto penare
E li posso scordarmi di avere le braccia, le gambe
Posso essere più stretto
Come se abbracciassi me stesso
Ma non posso arrivarci, peso troppo e non so saltare tanto in alto
Capisco ora lo sguardo triste di mia madre nel vedere la mia carne
Forse anche lei voleva raggiungere il cielo, ma pesava troppo
Io ci arriverò in cielo, farò una rampa fino alle nuvole, in un'astronave che perforerà i venti.
Luna
Quanto vorrei che tu non fossi solo un pallido specchio
Che possedessi una voce, così potremmo parlare
Potresti riempire i buchi che lei mi ha donato
Potresti toccarmi il viso è dire tutto ciò che lei non mi ha mai detto.
Anche se non userai la sua voce sarebbe comunque bellissimo.
Fuga testo di Aesterium
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