Io confesso...

scritto da pisolo
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo pisolo

Testo: Io confesso...
di pisolo

Io confesso…



Dentro ognuno di noi c’è un nocciolo duro
Al quale non è possibile arrivare
Non dunque i doveri mi legano alla realtà, agli altri
Ma il loro vivere in me

Non posso fare un passo o dire una parola
Che essi non si agitino in me
Come nell’acqua d’uno stagno
Una massa di girini nel loro bossolo gelatinoso

Non riesco a liberarmi di loro…
Per questo sono gentile, voglio tenerli in piedi
Sostenerli sotto le ascelle
E aiutarli a camminare

Come Dio Padre? Vorrei rendergli le cose più facili
Perché so che le cose sono generalmente facili
Non voglio muovermi per non schiacciarli
Per non distruggerli. Come Dio Padre?

Ecco il mio paese
Qui c’è stato il mio lavoro
Qui ci sarà la mia morte
Ben venga quando sarà la sua ora

Riprendere il proprio nome con l’innocenza perduta
Indossarlo e fare la propria parte
Fino in fondo
Rinunziare al superfluo

Rinunziare. A che cosa?
Per rinunziare, siamo onesti,
Dovresti ancora desiderare
Io ho avuto tutto ciò che potevo desiderare

Ormai le mie paure le ho comprese
Sono nell’indugiare, nel trattenere un giudizio affrettato e confuso
Nell’evitare un’inutile gara, nel farsi da parte
Dinanzi a un insignificante bisticcio

Paure di doversi lasciare alle spalle la vita
senza nulla ricordarne
Ma è proprio allora che viene il momento
Di avere pensieri più leggeri e distanti, preveggenti…

Mi salva la penna che insegue il proprio fruscio per sé soltanto
La voce sembra spegnersi
Ma non è mai stata così alta, loquace
Seppur cauta e sempre esitante…

Frugare nella memoria
Quando mi percepivo diverso dagli altri
Nell’ansia di non saper rispondere
Di arrossire, di sentirmi perduto

In una infanzia che non poteva che essere già stata cauta
Prudente, cortese nell’iniziarsi alla vita
In una adolescenza turbata dallo scompiglio pagano dei sensi
Tacitamente ammirati

Dalla seduzione d’amore, dal proprio impaccio
Dal ripetersi ogni volta nell’incontro nuovo
Di sguardi che la timidezza indusse ad abbassare
Frugare nella memoria…
Anche allora in età diverse e tormentate cominciavo a scrivere
O meglio mi avventuravo a scrivere
Oggi però ritengo con certezza che quello che ho letto
Sia molto più importante di quello che ho scritto

Si legge quello che piace leggere
Ma non si scrive
Quello che si vorrebbe scrivere
Bensì quello che si è capaci di scrivere…




Io confesso... testo di pisolo
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