(Da dove devo ricominciare questa volta?)

scritto da Bebeep.
Scritto 2 giorni fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
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Testo: (Da dove devo ricominciare questa volta?)
di Bebeep.

(Da dove devo ricominciare questa volta?)

Mi faccio domande, immagino strade, raccolgo pezzi del mio passato nella speranza che mi aiutino a trovare la  giusta via ed evitare quei maledetti tranelli posti senza freni dal destino.

Penso, penso e ripenso, penso alla mia malattia e, sì, mi sono ammalata a forza di stare male.

E a chi devo dire come mi sento dentro? A chi devo dire quanto dolore mi stia divorando ogni giorno? Nessuno è meritevole di saperlo e sopportarlo davvero. Nessuno è meritevole di ascoltare quale boato abbia provocato questa diagnosi, dentro di me. Fibromialgia.

Ecco che la mia testa produce una quantità infinita di calcoli, progetti futuri e progetti mancati, proietta i migliori fallimenti a monito dell'improbabilità di ottenere successi.

E grido, nella mia testa grido e scoppio di dolore e sembra che le vene stesse scoppino in un grido solo, colte dall'impeto e dalla furia di tanta rabbia mal gestita, di tante speranze disattese, di tempi irrimediabilmente perduti.

E così urlo ancora più forte, perché voglio che si zittiscano tutte quante queste ferite animate, che si bendino e smettano di grondare e gridare. Perché sono stanca di non riuscire a cambiare, sono stanca di sentirmi immeritevole di cambiare, sono arcistufa di sentirmi inadatta ed inferiore. E malata. Vorrei che mia figlia mi guardasse e mi vedesse luminosa e d'esempio, perché mentre lo dico, lei mi sta vedendo da troppo tempo trasandata e incurante di me stessa, con il solo pensiero di andare avanti, senza più il desiderio di curarmi. E non va bene. Perché ci ha provato ad aiutarmi in questo aspetto, ma io non ero recettiva e non sono riuscita a seguirla. Perciò e non solo per questo, glielo devo.

E voglio silenzio, urlo per avere silenzio. E no, non funziona. Certo che non funziona. Non può più funzionare, perché troppe volte l'ho fatto ed ora posso solo cambiare metodo, cambiare rotta, rimettermi in piedi come ho sempre fatto, ma sarà diverso, deve esserlo, perché ora la mia posizione è cambiata.

Glielo devo, le ho fatto mancare così tante cose che ne ho perso il conto e prego sempre di riuscire a trovare un rimedio.

Ha sopportato così tanto che vorrei prendermi a schiaffi per ogni volta che non è stata felice.

Ho cercato di essere una madre sempre migliore, e so di esserci riuscita in parte, ma pesa molto di più tutto il resto.

Ora so soltanto che è arrivato il momento in cui sono costretta a fare sì che tutto funzioni, perché quello che sto facendo è per crearle delle certezze mentre lei costruisce il suo presente ed il suo futuro. E per darle anche una madre forte, di nuovo in salute, perché io mi manco terribilmente e credo di mancare anche a lei. Ho lasciato lungo la strada tutte le mie passioni, ho nascosto sotto il tappeto i miei interessi, ho cancellato tutto senza averne fatta una copia, compresi tutti i miei desideri.

E l'ho fatto perché è così che ci si comporta in tempo di guerra.

Ora basta con le grida, basta con le giornate buttate al vento, basta con tutto il vecchio sistema, di quello resterà il piacere della domenica pomeriggio passata insieme sul divano, ma con l'ottica di iniziare presto a girare per i luoghi preferiti più diversi; resterà il piacere delle cose semplici, imparato ogni volta che si aveva nulla o quasi, ma con la voglia decisa di vivere di più, di sperimentare, di vedere.

Ora mi sembra di intravedere un poco di luce e sento che possiamo iniziare a lasciare il tunnel dietro di noi.

Io voglio darti una vita migliore e questo grande passo lo dedico a te.

Per te trovo la forza che ero stanca di trovare per me stessa, figlia mia. Per te sono disposta ad impegnarmi davvero a superare le barriere che mi separano dall'essere una madre migliore per te.

Ti avvolgo in un caldo abbraccio che ti faccia sempre e per sempre s
entire al sicuro.

(Da dove devo ricominciare questa volta?) testo di Bebeep.
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