la malattia di Dio

scritto da robespierre
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo robespierre

Testo: la malattia di Dio
di robespierre

LA MALATTIA DI DIO


- Buongiorno
- Giorno
- Hem, io sono il signor Parsinetti
- Si
- Ho un appuntamento
- Si
- Ho un appuntamento con Dio
- Con Dio! Sicuro?
- Si, mi avete spedito voi questa lettera d’invito
- Mi faccia vedere
- Tenga
- Hmm, è si, è il nostro timbro questo, come si chiama scusi?
- Parsinetti Giorgio
- Vediamo, allora, mhh, Par, Parsini, Parsinetti Claudio, mah, qui non risulta niente
- Non so che dirle
- Sicuro che è stata indirizzata a lei?
- Sicurissimo
- Un attimo che chiamo il mio superiore…Sua santità, qui c’è un certo signor Parsinetti…Ah…quindi è lui, va bene grazie mille Dottor Pietro.
- Tutto a posto?
- Si, Dio l’aspetta
- E’ un bel segno?
- Certo, io non l’ho mai visto
- Io manco ci credo
- Avrà la conferma
- Pensavo fosse uno scherzo, e invece
- E invece come vede è qui
- Ma sto sognando?
- No
- Dove devo andare?
- Sempre dritto
- Dritto dove, qui è tutto bianco?
- Segua il mio dito, lei continui ad andare dritto, vedrà che poi arriverà a destinazione
- Grazie mille
- Arrivederci
- Se arrivederci significa tirare le cuoia allora è meglio dirle addio
- Ci rivedremo si fidi
- Tiè…spero il più tardi possibile
- Vada ora
- Ok…accidenti, ma qui non si vede niente..mah..che casino…dove lo trovo sto ufficio..scusi l’ufficio di Dio?
- Sempre dritto!
- Ok..sempre dritto, sono venti minuti che vado dritto…continuiamo…scusi l’ufficio di Dio?
- L’ha appena passato, deve tornare indietro
- Come appena passato, mi potrebbe accompagnare?
- Volentieri…eccolo!
- Quel buco?
- No comment!
- Ma come, uno pensa a…e quel buco è il suo ufficio?
- Entri e non faccia commenti
- Ok, grazie per avermi accompagnato..lei è?
- Il dottor Virgilio
- Ah, grazie mille
- Arrivederci!
- …Permesso! C’è nessuno? Signor Dio, sono Parsinetti, sono Giorgio, mi cercava
- Si sieda
- Ah, che spavento, non l’avevo vista
- Si sieda
- Bene, tutto bene lei?
- Lei è arrabbiato con me!
- No! Cioè, più che arrabbiato io a lei non credo, e ancora adesso non so se sto sognando o cosa, stavo andando al lavoro, quando improvvisamente mi sono ritrovato con una lettera in mano in una sala d’attesa tutta bianca… ho letto la lettera e su vi è riportato il suo invito. Ho pensato subito alla morte, mi sono stampato contro un palo mentre andavo al lavoro, ma mi hanno garantito che non ho niente..
- Esatto, perché lei è arrabbiato?
- Ma io non sono arrabbiato io non credo in lei, ecco tutto
- Lei è sincero?
- Nsi, più o meno, diciamo più no che si
- In questo momento?
- No, sto mentendo
- Mi dica
- Caspita signor Dio, come faccio a non essere arrabbiato con lei
- Si spieghi
- Insomma viviamo in un mondo assurdo, fondato sulla violenza, il passato è costruito su tristissime pagine di violenza e di morte, non c’è anno in cui non ci siano stragi, guerre e chi più ne ha più ne metta
- Quindi?
- Quindi se lei è il creatore, se lei ha la capacità di cambiare le cose, lei è anche il responsabile, ma ha mai letto un libro di storia?
- Mmm
- Non c’è mica tanto da sospirare, è inutile che si finga impotente, lei e responsabile di tutto ciò, lei ha creato l’uomo e l’uomo si comporta in questa maniera. Se l’uomo è stato creato a sua immagine e somiglianza, mbèh, lei non deve essere una persona squisita!
- Mmm
- Ancora, non ha niente d’aggiungere? Senta io ho sete, posso prendere una birrettina?
- Non c’è!
- Come non c’è, ok, allora apriamo una bottiglia di vino?
- Non c’è
- Ma come, da Dio, nel suo ufficio, non c’è ne birra, ne vino, non c’è niente, vive in un tugurio di due metri per due, ma…posso fare pipì?
- La smetta di fare l’imbecille e si calmi
- Mi calmo? Ho qui di fronte a me Dio, e mi devo calmare? Avrei una voglia di prenderla a schiaffi
- Allora vede che lei è arrabbiato con me
- Certo! Come faccio a non esserlo
- Sono malato
- E chi se ne frega, sa quanti ce ne sono di malati giù da noi, e lei se ne sbatte
- Sono malato e impotente
- Mpzè
- Le dico che sono malato, ho un tumore, e questo tumore è inguaribile
- Dio che ha un tumore, eh eh eh…catastrofico
- Si, è catastrofico, ma è la verità, è questo tumore che m’impedisce di cambiare le cose, tutto ciò che di malvagio c’è stato e ci sarà, dipende da questo mio male incurabile, sono impotente
- Andiamo bene, quindi?
- Non so
- Andiamo doppiamente bene, cioè fammi capire, tu esisti, ma non conti a niente. Ottimo direi!
- Sono malato
- E come puoi guarire?
- Sono come un uomo che è malato, può guarire come può restare malato in eterno o morire
- Puoi morire?
- No
- Che sfiga, quindi il tumore che hai è il malessere dell’uomo la sua malvagità
- Esatto
- E perché hai chiamato me per dirmelo
- Perché volevo che capissi
- Preferivo essere ignorante
- Il tuo comportamento influisce sul mio stato di salute
- E se tutti ci comportassimo diversamente?
- Forse guarirei
- Impossibile
- No, è possibile, basta volerlo
- Mah, ok allora posso andare, posso dire di aver visto Dio, e che lui è malato, e la sua malattia è la malvagità dell’uomo, sono un nuovo profeta..eh eh eh, sai quanti soldi. Ci sono personaggi che si sono fatti le palle d’oro con ste storie sai?
- Lo so
- Oggettivare la figura di Dio è stato un bel business
- Purtroppo si, rientra nel mio male
- Capirai, comunque ora ti saluto, e cerca di star bene, o per lo meno non peggiorare, perchè se peggiori non so proprio cosa potrebbe succedere, forse tornerebbero i dinosauri,che ne so
- La mia salute dipende da voi
- Eh, bell’alibi che hai, prima ci crei, poi ti ammali e giustifichi la nostra malvagità con il tuo male, però..sei furbo signor Dio
- Sono malato
- Ok, ti saluto, e fatti portare una birrettina…incredibile nemmeno bere puoi…mah il mondo l’hai fatto a testa in giù proprio
- Sono malato, ricordalo.
la malattia di Dio testo di robespierre
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