Processo a Gesù. Verdetto: COLPEVOLE!

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Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 8 anni fa
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Immaginaria revisione del Processo a Gesù Cristo.
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Testo: Processo a Gesù. Verdetto: COLPEVOLE!
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Alla richiesta di indicare un innocente ingiustamente condannato a morte, il novantanove per cento delle persone risponderebbero: Gesù.

Ma Gesù era veramente innocente delle accuse per cui è stato condannato?
La risposta è no.
Prima di proseguire, debbo fare un inciso: colpevole non sempre ha significato negativo: il patriota condannato a morte è davvero colpevole di patriottismo, però nessuno per questo lo esacrerà. Ma neppure si potrà dire che era innocente. Lo sarebbe stato se non fosse stato un patriota e tale fosse stato ritenuto per sbaglio.
Lo stesso vale per Gesù: Voleva liberare il suo popolo e voleva instaurare un regno di giustizia, dove gli ultimi sarebbero stati primi, e i primi, ultimi.
Però L'accusa era di aver voluto diventare Re di Israele. Era innocente? No.
Era entrato in Gerusalemme su un asina, come aveva predetto il profeta Zaccaria: (Zc.9, 9)
Esulta grandemente figlia di Sion
Giubila figlia di Gerusalemme,
ecco viene a te il tuo Re... e come re fu acconto dalla folla (Mc.11, 9-10 / Mt.21, 8-9 / Lc.21, 38-40 / Gv.12, 12-19) Entrare come re in una città occupata dai romani, era un reato punito con la crocifissione.
Però qualcuno obietterà che il regno di Cristo non doveva essere di questo mondo, che l'azione era solo simbolica. Ma era così?

Gesù aveva ordinato ai suoi seguaci di armarsi. "Ricorderete quando vi ho inviato a predicare senza portarvi ne la borsa ne la bisaccia, ne una tunica di riserva. Ebbene adesso vi dico: preparate la borsa e la bisaccia, e chi non ha una spada venda il mantello per comperarla" (Lc.22, 35-36)

Inoltre tutti quattro i vangeli raccontano che un apostolo estrasse la spada per difendere Gesù, ferendo il primo che si avvicinò. E Luca (Lc.22, 49) racconta che all'arrivo dei soldati romani, quelli che stavano attorno a Gesù gli chiesero se dovevano colpire con la spada.
Per un abitante di una nazione sottoposta a Roma, era proibito portare la spada, chi trasgrediva era condannato a morte. E per il capo di un gruppo armato la pena era la crocifissione. Pertanto, innanzi a qualunque tribunale romano ci sarebbero stato due motivi per condannare alla crocifissione Gesù.

Il quale non era innocente. Era un eroe che voleva la libertà del suo popolo ed un giusto che voleva un regno di giustizia, dove gli ultimi sarebbero stati i primi.
E che in caso di fallimento era pronto a sacrificare la sua vita, affinché fosse d'esempio affinché ci fosse l'avvento del regno di giustizia su tutta la terra.
Pertanto non era innocente; ma eroicamente colpevole.
Se compisse oggi ciò che fece allora, non sarebbe condannato alla crocifissione, essendosi civilizzate le leggi. Ma subirebbe comunque una pena carceraria.
Processo a Gesù. Verdetto: COLPEVOLE! testo di Nulla
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