24/09/2018 21:57
Sapevo che prima o poi sarei finita qua. Come ogni volta in cui sono sull’orlo del baratro e l’unica cosa che posso fare per non cadere è scrivere. È come se il foglio si prendesse un po’ del mio malessere. Ascolto nuvole bianche di Einaudi, ho la finestra aperta ed entra un po’ di vento. Stasera fa freddo e non sento più le tue braccia avvolgermi da dietro. Cerco di tenere intatto, nella mente, il ricordo della tua voce, il suono della tua risata, i colori dei tuoi occhi, le tue lentiggini quasi impercettibili agli occhi. Quando dal finestrino della tua auto entrava il sole, la tua barba assumeva riflessi rossi, anche se non lo ammettevi mai. È passato quasi un mese da quando non fai più parte della mia vita, e devo ancora farmene una ragione. A volte, quando sono sola, per strada, di notte, e devo ritirarmi a casa, mi giro a cercarti o guardo in tutte le macchine che mi passano accanto, con la speranza, inutile, di incrociare il tuo sguardo. Ma tu non ci sei mai. Parole dette al vento e promesse dimenticate. Mi hai lasciato da sola dopo aver ballato in punta di piedi sulla mia anima. Non riesco più a piangere davanti ad altri occhi. Rimango pietrificata fissando il vuoto e dentro urlo a squarciagola, è un po’ come se implodessi. Mi manchi anche se non dovresti mancarmi. Non so cosa io abbia sbagliato, ma ogni volta che provo a sfiorare, anche solo minimamente, la felicità, spezzo qualsiasi filo di connessione e sparisce tutto. Il buio totale. Il vuoto. Probabilmente, prima o poi, mi autodistruggerò. Mi mancherai quando camminerò per le vie che abbiamo percorso insieme, o quando andrò a prendermi un gelato e forse quando andrò a comprare il profumo e tra tanti riconoscerò il tuo. Ho messo tutte le tue cose nella mia scatola dei ricordi. Ho chiuso lì la tua essenza. Stavolta mi abbraccio da sola.
Tra i miei frammenti testo di breathing-dreams