Padre, rughe sul volto, mani intersecate da vene di sangue, uomo senza tempo dalla voce suadente, che solchi l'eternità antica, conforto per me bambina,la tua bambina. Il tuo dolore per essere caduto, rialzato, caduto ancora con dignità e perseveranza dell'uomo che lotta per non dover soccombere. Nel sogno tra i rivoli di fumo, di una sigaretta, compagna nei momenti di solitudine, quando la luna caduta in fondo al pozzo, mostrava pallidi reverberi di plenilunio morente. Il volto fiero scavato dalle stagioni senza volto, la tua allegria intrisa da una malinconia improvvisa che mutava il sogno che non potevi più vivere.
Padre tu solchi il tempo oltre la vita, bambina tra le tue ginocchia ad ascoltare la tua voce raccontare le storie dimenticate, la fiaba che mi avrebbe fatto sorridere.
Uomo senza tempo che asciughi le mie lacrime, sale di ferite mai rimarginate senza significato di marea, o di risacca che respira, di metafora che rinnova la vita.
A te Padre, il ricordo che ritorna, il rimpianto che assale, l'amore della tua bambina diventata presto adulta!
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