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Ero chiusa in casa
Nascosi le mie chiavi
Sola, nella mia solida prigione
Debolmente orgogliosa, fortemente fragile
Hai buttato giù la porta
Hai macchiato il mio tappeto con le scarpe piene di ostinazione
Hai raccolto a terra i miei occhi
Hai rubato il tempo della mia solitudine
Chi sei?
Piccolo sogno venuto da lontano a cantare canzoni
Chi sei?
Piccolo fiore cresciuto sotto la pioggia di pericolose emozioni
Ero sola nella mia stanza
Hai deriso le mie speranze, donato nuove certezze
Hai rotto i vasi dell’indifferenza che avevo sul tavolo
Hai lavato il pavimento dell’apatia, disegnato nuovi fantasie sul soffitto
Ed io, io ti guardavo devastare il mio mondo
Ti guardavo mentre portavi il mare ai miei bisogni, erranti nel deserto
Ti guardavo sfidare i miei dubbi, guardiano di nuovi orizzonti
Chi sei?
Culla del presente, pianta sempreverde
Chi sei?
Titano dei miei mostri, cielo senza nuvole
Ti guardavo, lasciva
Distruttore della mia corazza, riempivi la mia mente col profumo del tuo cuore
Aprivi le mie mani, poggiavi le tue stelle
E adesso che è arrivato questo inverno
hai portato il tuo calore incendiando le mie coperte di paure
Le pareti del passato hanno nuove crepe, tu le copri sciogliendo l’oro del tuo spirito
Le finestre son vive, si spalancano nel volo del tuo fiato
La mia porta non è più chiusa, né cattiva, né sola
Prima sigillata dagli errori, oggi aperta per vivere
Esco fuori, voglio incontrarti e chiederti ancora:
Chi sei?