Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Prima che tutto diventasse ghiaccio
Ieri era con me un uomo
che dentro di sé conteneva il cielo.
Ricordo le pupille nere, dove scintille di stelle,
come briciole di pane,
erano sparse sul fondo,
brillando quiete e calde.
Credeva ciecamente che l’alba
non ardesse per il sole,
ma per la speranza.
Poi ne incontrai un altro:
dentro di lui si udivano le onde del mare.
Si sollevavano in schiuma, ruggendo,
e prendevano il volo come uccelli liberi,
per poi ricadere indietro,
ribollendo d’impotenza e di rabbia.
Nessuno credeva in lui,
e lui…
lui stesso non era più capace di credere.
Poi venne ancora un uomo:
dentro di lui la pioggia piangeva
con la tristezza dell’autunno.
Camminava avvolto nel cappotto,
lo sguardo basso, le spalle timidamente curve,
cercando di nascondere le tracce delle lacrime
perché nessuno intorno potesse accorgersene.
Gli sembrava di essersi perduto:
sordo, muto
e quasi cieco.
L’ultimo che incontrai
aveva una tormenta che danzava nel cuore.
Nei suoi occhi biancheggiava febbraio
e lui mi guardava con il sorriso di un amico,
sapendo perfettamente
che nel ghiaccio non esistono
né dubbio né dolore.
E non ricordo più
in quale momento, dentro di me,
si siano gelati
il cielo,
la pioggia
e il mare.
© Copyright 2026 Johann Lubeck