La memoria intatta

scritto da Autore anonimo
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Testo: La memoria intatta
di Autore anonimo

La storia scricchiola sotto i piedi.

 La calpestiamo come ossa sottili

e sappiamo di chi erano.

 Questo è il punto:

 sappiamo.

 

Conosciamo il rumore prima del crollo,

la fame prima che scavi le guance,

il nome delle città prima che diventino cenere,

il modo esatto in cui una madre

tiene stretto ciò che non può salvare.

 

Abbiamo già visto tutto.

 

Il fuoco non ritorna da solo:

siamo noi a portargli la legna,

noi a rimettergli in mano i corpi,

a insegnargli ancora

da quale parte cominciare.

 

Le bombe non cadono dal cielo.

 Prima attraversano una stanza,

una firma, una bocca,

qualcuno che pronuncia una parola

e qualcun altro che obbedisce.

 Poi il cielo fa il suo mestiere.

 

E sotto, come sempre,

c’è qualcuno che corre,

qualcuno che chiama un nome,

qualcuno che scava con le unghie

dove prima c’era una casa.

 

Non abbiamo dimenticato.

 Ricordiamo i treni.

Le fosse.

Le città affamate.

I bambini contati insieme ai morti.

Ricordiamo perfino il colore delle fotografie.

 

E la colpa non è della notte:

è che la luce ci ha visti tutti.

 

Questo è il punto:

 ricordiamo.

 

E prepariamo il ferro.

Chiudiamo i confini.

Misuriamo il pane.

Troviamo ancora una parola

per dividere un uomo da un uomo.

 

La fame arriva dopo

e non ha bisogno di poesia

mangia prima i nomi,

poi i corpi,

infine ciò che sarebbe venuto dopo.

 

Restano le madri

con le mani piene di niente,

restano scarpe senza passi,

tavole apparecchiate per nessuno,

e un giocattolo sotto la polvere

che aspetta ancora chi non tornerà.

 

E noi continuiamo a chiamarla Storia,

come se fosse finita alle nostre spalle.

 

Ma la Storia non è passata.

 Ha la nostra stessa carne.

La nostra voce.

La nostra memoria intatta.

 

E quando tutto sarà cenere

scriveremo ancora sui muri:

 "Mai più"

 

con la stessa mano

che aveva acceso il fuoco.

 

La memoria intatta testo di Autore anonimo
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