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Era con sua moglie o meglio quella che allora era sua moglie, in Laos, e avrebbero dovuto recarsi in autobus in Vietnam facendo il Passo di Lao Bao con relativo ingresso di confine tra i due Paesi,il viaggio da Paksé in Laos a Hue in Vietnam.
Era un viaggio che giá aveva fatto altre volte in un senso e nell'altro e sapeva che se non vi erano problemi durava una decina di ore.
Ora non ricordava perché, ma gli toccarono i posti in fondo che come si sa sono i piú problematici,in viaggi come quelli su strade disastrate, per via dei salti che si fanno per tutto il viaggio dovuti alle sospensioni posteriori, forse avevano fatto la prenotazione tardi, comunque con loro sorpresa invece di posti a sedere vi era una unica piattaforma rialzata per quattro persone,che forse in alcuni casi veniva usata per caricare merci, e quando la vide si rallegró con sua moglie dicendole che se non fosse arrivato nessun altro avevano un bello spazio da gestire.
Ma poco prima della partenza arrivarono due ragazze una mora e una bionda entrambe carine che presero posto anche loro stupite dal piano spazioso.
Non aspettó molto a rivolgersi a loro sapendo che un viaggio come quello dura a sufficienza per condividere conoscenze e spazi e quindi mentre erano seduti con i piedi penzoloni chiese di dove fossero, ma nel momento in cui iniziarono a rispondere siamo svizzere, una voce interna gli disse: -Sono svizzere e sono di Berna-
E lui prima che avessero finito di rispondere disse:
- Sí siete svizzere e siete di Berna -
Ora non staró a descrivere lo stupore sui loro visi, né quello sul viso di Patrizia sua moglie e, neanche sul suo se devo dirla tutta.
Quello che ricordava é che gli chiesero come facesse a saperlo o se avessero detto qualcosa che glielo facesse capire...
Lui che non sapeva cosa rispondere disse qualcosa tipo:- Non lo sapevo ma lo sapevo...-
Tralascio il viaggio e ricordo che successivamente durante il viaggio in Vietnam si incontrarono ben 5 volte e un pomeriggio, manco a dirlo, arrivarono da direzioni diverse in un piccolo villaggio e andarono insieme a cercare una struttura per dormire la notte.
L'Albergo era tutto vuoto e presero le camere di fronte l'una all'altra.
Alla sera poi dopo aver cenato andarono su una bella terrazza sotto un bel cielo stellato e le ragazze presero in camera una bottiglia di Bourbon e fumando erba che aveva lui, e bevendo, raccontandosi la vita, finché prima sua moglie poi anche la ragazza bruna andarono a dormire e loro due rimasero, scrivo loro due perché la simpatia tra lui e la ragazza bionda durava giá da alcuni incontri prima,anzi era stata immediata subito, giá al primo incontro sull'autobus, sdraiati vicini a guardarsi negli occhi e a ridere e ci volle tutta nel pensare che sua moglie era in camera a poca distanza perché le cose non andassero oltre...
Tagliando tutto quello che si puó per non dilungarmi troppo, la storia non poteva ancora essere finita...potrei dire a distanza di cosí tanto tempo che quando due anime si riincontrano dopo che hanno fatto di tutto perché ció accada poi non é facile rilasciarsi, comunque quando tornó a Bangkok, con sua moglie giá rientrata in Italia, aveva qualche giorno prima di proseguire il viaggio, per iniziare ad impostare un pó di lavoro, cioé acquistare merce per il negozio che aveva in Italia, scese dalla camera con il suo programma di spostamenti giá deciso e appena arrivó tra i tavoli del ristorante a piano terra vide la ragazza mora che gli sorrideva mentre era seduta al tavolo con altre persone.
Appena si avvicinó e oltre allo stupore reciproco si salutarono e lei disse:
-É andata a comprare una cosa, aspettala che torna subito e ti vede con piacere...-
Rimase un attimo pensieroso e poi rispose:
- No, devo andare a lavorare oggi...-
- Salutamela -
E andó..aveva deciso che quell'incontro doveva finire lí, non só perché ma cosí lo sentí.
"Finalmente" non si videro piú.
Ora faccio un esempio completamente diverso che mi aiuta ad avvicinarmi al senso profondo di questo scritto, almeno nell'intenzione
Aveva cinquant'anni e aveva un tumore.
Ormai era un pó ovunque, ma fortunatamente come scoprí poi era rimasto nel circuito linfatico, anche se aveva masse tumorali di 15 centimetri da un lato e 13 dall'altro nell'addome.
Non avrebbe fatto la chemioterapia, non fosse che quel tipo di tumore aveva una alta possibilitá di guarigione facendola, e cosí inizió.
Faceva tre sostanze di cui una, la Bleomicina, solo al martedí mentre le altre tutti i giorni a scadenze settimanali con relative giornate senza terapie.
Avrebbe dovuto fare tre cicli, ma giá a metá del primo, quando arrivava il martedí il suo corpo iniziava a ribellarsi e cominciava a sentire una voce, la sua voce interna che gli diceva di non fare la Bleomicina, siccome la malattia e tutti i risvolti annessi non é il soggetto dello scritto vado veloce perché se no di una esperienza come questa necessiterebbero pagine e pagine per tutte le situazioni anche emotive che si vivono.
Per cui andando un pó velocemente, piú il ciclo proseguiva e piú la sua voce gli diceva e poi nel tempo cominció un pó ad urlare: Non la fare !!!! Non fare piú niente!
Rispetto alla Bleomicina gli urli arrivarono molto presto.
Per uno scherzetto gli capitó il 10 febbraio dei suoi 50 anni, il suo compleanno tondo tondo, di martedí..ricordó che la mattina fece le altre due poi il suo medico che era anche un amico di gioventú lo chiamó al cellulare chiedendogli dove fosse, proprio mentre infilava la chiave nella serratura della portiera pronto ad andarsene.
Lo convinse a farla e cosí la fece.
Dopo questo scherzetto del suo 50esimo compleanno la sua voce interiore che a dire il vero cosí non l'aveva mai sentita, non era che só la coscienza, o la vocina che ti suggerisce di non fare una cazzata mentre stai per farla, eccetera, no questa ormai gli urlava in continuazione di smettere di fare la Chemio, provó anche a imporsi intimandogli di tacere ma alla fine cedette, o meglio inizió il secondo ciclo poi litigando con tutto il mondo, cioé sua moglie, parenti, e il suo medico che era anche l'oncologo, si decise e smise di "curarsi". Non fu semplice perché come facile immaginare ci si trova in condizione di debolezza, di tutti tipi, fisica, mentale, psicologica...si é, diciamo cosí, un pó bombardati.
Per farla molto breve quando fece una TAC di controllo, del tumore iniziale non vi era traccia in compenso aveva i polmoni con moltissimi segni bianchi come una scarica di pallini di una doppietta.
Avere delle metastasi ai polmoni che non c'erano prima, e dopo aver fatto la Chemio lo fece pensare di essere finito.
Visto che l'ospedale gli aveva preso un appuntamento a Milano con un luminare di quel tipo di tumore, telefonó chiedendo se fosse possibile anticipare l'appuntamento perché era in paranoia per possibili metastasi polmonari.
Quando mise le lastre nel visore luminoso gli disse: -Ma quali metastasi questi sono danni da Bleomicina, quanti cicli ha fatto?-
E lui: - Uno e mezzo..-
- Mah avrebbe dovuto farne tre, perché non li ha fatti?-
- Perché non ho voluto -
- Bene, lei si é salvato la vita perché se li avesse fatti adesso avrebbe dei buchi nei polmoni grandi come arance e o sarebbe giá morto o vivrebbe con la respirazione forzata.-
Ora concludendo questa parte e tralasciando ogni valutazione e racconto relativo a quei giorni, scrivo solo che la voce a quel punto taceva.
Ho scritto la prima parte in terza persona per avere un pó di distacco emotivo, ma siccome il soggetto sono io continuo in prima persona.
Ora, ho usato due esempi completamente diversi e specie nel secondo molti potranno pensare che la voce fosse solo il mio corpo che mi diceva di non fare una cosa che riteneva e sentiva come dannosa, certo prendendo per buona questa chiave di lettura e cioé che la "voce" fosse interna,come anche io sono portato a credere, o che invece fosse di altra provenienza fatto stá che mi salvó dal tumore e ancor di piú dalla chemioterapia.
Rispetto al primo esempio invece aggiungo solo che per una serie di conoscimenti nel tempo, so che con la Svizzera ho avuto un legame pregresso forse una o piú vite precedenti.
Io negli anni ho avuto molti "problemi" sia per quello che riguarda la telepatia sia per quel che riguarda la voce che mi suggeriva prima della risposta delle persone come nell'esempio precedente, sia in ambiti diversi, per esempio un giorno mentre ero al lavoro mi venne in mente un tipo che non vedevo da decenni e che avevo del tutto dimenticato, e il pensiero di lui tornava e tornava fino a stupirmi, poi un paio di giorni dopo venne un amico e mi chiese se avevo saputo di quella persona e quando chiesi cosa mi rispose che si era suicidato impiccandosi.
E chiesi quando e mi rispose: Mercoledí..cioé il giorno in cui non riuscivo a togliermelo dalla testa.
Quello che mi stupiva di piú, in questo esempio, é che con lui ebbi una conoscenza di poco tempo e in un tempo molto lontano, ma con persone con legami affettivi la telepatia era ed é cosa comune anche a distanze continentali come con Jerry la cara amica della Nuova Zelanda una signora anziana che é poi mancata un paio di anni fá o con Annalena dalla Finlandia, con entrambe abbiamo riso spesso di come sentivamo quando io o loro stavano scrivendo...potrei fare esempi a non finire, purtroppo con una persona che era anche la mia osteopata dovetti arrivare alla guerra per rompere un legame o un contatto a distanza che alla fine mi stava confondendo e che non riuscivo a vivere serenamente, sapevo quando sarebbe passata in negozio,o quando aveva cambiato programma e mi fermo perché alcune cose potrebbero apparire ridicole, certo per via del suo mestiere c'era anche il contatto fisico ad ogni seduta..
Ora che sono vecchio ho capito che la vita non solo quella umana, é tutta una connessione di fili invisibili e le energie che poi siano di anime che si connettono o persino con animali sono in continuo scambio, purtroppo questo é un ambito che sfugge ai piú ma giornalmente ci capitano quelle che definiamo casualitá e che Carl Jung definí Sincronicitá, che non sono casualitá, io só oggi che, come dico, é tutta la nostra vita che passa attraverso legami invisibili, e quando anni fa mi interessai alla quantistica,non dal punto di vista meramente scientifico, non ne sono in grado,ma quali furono le domande che si posero gli scienziati e quali esperimenti reali e teorici portarono alle prime enunciazioni e oggi ai computer quantici capii che finalmente si era arrivati all'anello mancante, a quello che avevo sempre intuito come riduttivo nella scienza deterministica, era finalmente stato intuito anche se giá decine di anni prima, e considerato possibile.
Del resto se no perché mio figlio che la madre ha sempre e solo curato con l'omeopatia e non ha mai preso una medicina allopatica, é un ragazzo di 33 anni, non si ammala, ha forza che io non ho mai avuto ma per la scienza nei suoi granuli non c'era nulla....nulla.
Se ci capita per esempio di pensare di vedere una persona che non vediamo da anni e accorgerci che non é lei, ma pochi secondi dopo vederla veramente e quante altre situazioni banali ma che ci stupiscono come casualitá bizzarre....é perché vi é stata una "trasmissione" a livello di anime o comunque di energia.
Non é la negazione del libero arbitrio o di quello che comunemente chiamiamo destino, anzi, ma cambia un pó l'angolazione rispetto a come li consideriamo.
Concludo con i miei acufeni che mi fanno compagnia ormai da molti anni, in certi siti piú "esoterici" vengono definiti porte che ci aprono a contatti a distanza o su altri mondi ...io so che i miei sono determinati dalla artrosi cervicale ma quando una orecchia mi fischia in maniera diversa é qualcuno in contatto, cioé che mi stá pensando, del resto si dice:
- Mi fischia un orecchio -
- Qualcuno ti pensa..- É la risposta, e da qualche parte sará arrivato questo modo di dire.
Se si capisce che siamo in connessione costante anche la paura passa in secondo piano, se lasciamo fluire l'energia liberamente tutto succede...
"Cuor contento il ciel lo aiuta" si dice infatti..
E forse la magia, anche senza forse, é tutta lí, essere in grado di lasciare l'energia fluire, sempre, e non solo in certi momenti "benedetti".
Per contro se ci opponiamo e cerchiamo di forzare le situazioni e quindi l'energia, essa ci si rivolta contro.
Una volta ne parlai con un caro amico che conoscevo bene e che sapevo avere grande sensibilitá ma quando finii di parlare mi disse:
- Se senti le voci hai dei problemi psichici-
E io rimasi cosí tanto sconcertato che non osai piú parlarne con qualcuno.
Ora sono vecchio e questo mi aiuta, e quindi posso anche scriverne e rendere pubbliche le "mie problematiche psichiche"
Anche perché come si dice in sanscrito
Je m'en fous :-)
Nulla é come appare ai nostri sensi,o quasi
Scritto a Jinotepe
Settembre 2025