Profumata essenza d’amorosi sensi,
effonde lo spirto tuo che s’à d’antico,
ch’Archia forgiò diletto, su li scogli densi,
del tuo candore di musa autentico.
Madre di pura beltà, e di bellezza
risplende l’azzurro mar che placido,
ti culla tra frizzanti onde d’ebrezza,
da cui tutto ebbe vita, e per te, il tuo nido.
Tu ch’hai vissuto del tuo tempo,
d’ogni ignavia sentenza,
sicché l’alma tua, con fiele, rimembra,
la caduta di quel tuo figlio trafitto,
ch’invano cercò di coprir le tue membra,
da chi con ferocia lottava ritto.
Di greco intelletto e bellicoso cuor,
nulla invero di te, fu mai corrotto dal tempo
effimero dell’umano palpito, ch’ancor
geme il ventre tuo d’ogni nato nembo.
E or che il tempo passa e più non torna,
e il sol tramonta languido a sera,
t’avvolge i tuoi tesori e li contorna,
di cereo riverbero di luce vera.
E c’è chi ancora prova quei piaceri,
girando per le calle di Ortigia,
degli antichi amori, quelli veri,
celati vivi in ogni tua vestigia.
Unica perciò, senza dei rivali,
ch’tutto il mondo brama d’invidia,
patria del mio cuore d’ovunque vadi,
per te darei la vita, Siracusa mia.
Siracusa testo di Nio