SAPORE DI VIVERE
Con gli occhi chiusi sentivo di essere accarezzata da un leggerissimo velo impregnato dal profumo di miele, mosso con delicatezza da un venticello pomeridiano che sembrava pure lui impigrito e appesantito come quasi ogni italiano senza la sua solita tazzina di caffè a quell’ora.
Ero stanca. Dopo aver sbrigato una parte d’infinite faccende domestiche, poiché la casa da qualche tempo era diventata per me come un campo di battaglia e,- non riuscivo più a rilassarmi su questo territorio, che pure dovrebbe essere il mio primo rifugio.
A questo punto, prese armi e bagagli, cioè un telo per sdraiarmi e il telefonino rigorosamente dimenticato sul tavolo in cucina, andai nel giardino. Lì dove finisce la parte governata da ordine e pulizia con l’erba accuratamente tagliata e pettinata come si deve e, scoppia un carnevale di fiorellini, erbacce, insetti, colori e odori incredibili! “Qui riprenderò le mie energie in un batter d’occhio!”- Pensavo io, entusiasmata dal calore della terra che accoglieva con ospitalità i miei piedi nudi. Invece, dopo qualche minuto di godimento, quando la schiena e le gambe non potevano credere di essere finalmente lasciate in santa pace, mi dovetti alzare per capire da dove provenisse quel bel profumo di miele che mi avvolgeva, aiutato dal venticello sfaccendato. Era una grande pianta di biancospino che stava nel pieno della sua fioritura, apprezzata da migliaia di api e loro simili. Pareva una montagna di neve, ovvero una giovane e raggiante sposa, perché la neve è fredda. Invece lei sembrava cantasse un inno alla vita. Trasmetteva tanta di quella gioia che mi sentivo quasi scoppiare, strapiena delle energie che in poco tempo mi aveva trasfuso. Mi ricordai allora come una volta da bambina tornavo dalla scuola in una giornata felice, simile a questa, e trovai per la strada un amareno fiorente. Incantata dalla sua bellezza, entrai dentro quella palla bianca, abbracciai il suo tronco e … mi sembrò di essere diventata una sola cosa con quell’esplosione di fiori bianchi e, con un … AMORE ASSOLUTO!
Forse era una specie di nirvana? In ogni caso ero piccola e la mia anima non era tanto diversa da quel bianco puro di fiori primaverili. Mentre adesso sono cresciuta e mi mancherebbe quella tenera umiltà per ripetere un esperienza simile. Mi darebbero fastidio mosche, ragnetti, formichine che continuando i loro impegni giornalieri si adattano a ogni condizione senza rinunciare a una sana curiosità. Ragionando cosi mi era venuto a galla un altro ricordo.
Avevo deciso di provare a dormire sotto il cielo stellato nel giardino di mia nonna. Era bellissimo, però sono riuscita a chiudere gli occhi solo per un paio d’ore. Perchè intorno a me continuava la vita. Qualcuno si muoveva, qualcuno volava, qualcuno strisciava, spesso pure sotto o sopra di me. La luna sembrava una lampadina a risparmio energetico che dopo essersi accesa, prende forza sempre più. Addirittura l’usignolo, di cui mi ero quasi innamorata dopo uno degli ultimi concerti, quando aveva dato il meglio di sè, quella notte invece m’infastidiva quasi come il mio vicino di casa in città, indifferente alle nostre richieste di abbassare il volume dello stereo a tarda sera. Ho dovuto usare tutta la mia forza di volontà per restare lì e non scappare tra le quattro mura della mia camera, nascondendomi da tutto il mondo. Mi sentivo osservata da quel posto e da tutti suoi abitanti. Eppure, ritenevo giusto che ci dovessimo conoscere bene per stringere un buon rapporto di fiducia. Allora diedi fondo a tutta la mia benevolenza, alla dolcezza e e all’amore, riprovando con pazienza le notti successive. Dopo il terzo tentativo già mi sentivo meglio lì che a casa mia. Difesa e protetta da tanti amici, dormii un sonno dolce e tranquillo.
Nel mio percorso non ho avuto più tante occasioni per addomesticare ed essere addomesticata dall’invisibile popolo verde sotto le stelle, ma, porto sempre dentro quella forte sensazione di differenza tra il DORMIRE SOTTO LE STELLE e il dormire a casa. Quest’ultimo è paragonabile per me al mangiare solo per riempirsi la pancia senza gusto e sapore …
Ciao, biancospino, grazie di aver riacceso i ricordi cari al mio cuore! Mi sembra di aver riassaporato il gusto di VIVERE da tempo dimenticato. Ahimè!- ora però dovevo andare a preparare la cena per la mia famiglia e, tutto di nuovo sarebbe girato col solito ritmo frenetico e spietato... finché qualche ingenua domanda di mio figlio intrisa dello stesso sapore della vita mi avrebbe risvegliata di colpo al mio essere …
SAPORE DI VIVERE testo di quercia