Voglio parole per raccontare la vita... parole per creare mondi... parole per vivere la vita che raccontiamo... parole per narrare il caos che ci travolge... parole per cambiare... parole per imparare a giocare e per non avere paura di giocare. La serietà, guscio fragile che copre quello che ho perduto, è l'illusione di essere al sicuro... basta ascoltare le voci che mi dicono come devo vivere, quali emozioni provare, su quali ragionevoli vie camminare. Perché tutto è già scritto, tutto è già detto. Voglio un pertugio per uscire. Voglio occhi per vedere i miei limiti e la mia reale grandezza. Voglio coraggio per sopportare la mia fragilità, per sopportare la vergogna, il dileggio, il ridicolo inevitabile del mio essere uomo. Voglio mani giunte in un girotondo per rimettermi in gioco, per ridere di gusto di me stesso, dei miei deliri di onnipotenza, dei miei deliranti sentimenti di nullità. Voglio parole per capire, per imparare, per rinascere, per vivere danzando tutta la potenza e la leggerezza della risata divina che mi sconquassa.
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