Lei corre e corre e scappa e ritorna, ombra e luce giocano a rincorrersi in quella mente rovinata, si sente soffocare da un cappio di paure, da un enorme albero che cresce incessantemente e si dirama...
Rami intricati, incastrati, rami fitti, soffocati.
Lei non vede niente, a volte vede tutto o crede di vedere, cammina lenta, pesante, spenta e cade, nessun equilibrio, fluttua spinta da un soffio di dovere, di bisogna, di necessità, un soffio di vita finta, un riflesso negli occhi degli altri.
C'è una finestra, c'è una porta, c'è un mondo fuori, intoccabile, irraggiungibile, potente, roteante, urlante, bruciante, assassino.... e dentro?... dentro c'è un buco nero, un cazzo di buco nero che risucchia tutto o forse niente, basta non credere che sia possibile, basta credere che sia possibile, il gioco, la strategia è tutta qui, nel silenzio di un'oppressione, che urla strozzata in gola.
Il silenzio di un' oppressione testo di MIZAR82.