-E' passata di fuori l'indicibile musica che la notte baluginava da un cielo che non ha nuvole, polvere di strada e immensa solitudine l'aurora le radici s'inerpicavano come cacciatrici.
-E il ricordo, ecco, smuove inebriante crisalidi luttuose nelle pesanti tenebre e gli occhi si chiudono grevi ne' le tue membra fuligginose.
-Qual'è il mastice che tiene ?!
-Penso agli angeli non pennuti nemmeno occhiuti increduli e inconsapevoli che La verità è sulla terra buio a squarci e provo pena anche per te povero ilota, minuscola formica.
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