Un anno da oggi

scritto da Marika82
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo Marika82

Testo: Un anno da oggi
di Marika82

In questo stesso giorno lo scorso anno ero incollata davanti la TV ad apprendere incontrovertibilmente quanto tutto l'equilibrio del pianeta e quindi delle nostre vite sia precario, si stava iniziando a consumare una guerra che di lì a poco avrebbe coinvolto ogni regione della Terra con i suoi abitanti, facendo crollare, certezza dopo certezza, l'apparente armonia su cui fondiamo le nostre esistenze.
Oggi, ad un anno circa dall'esplosione della bomba pandemica, il terrore costante delle morte incombente ha declassato l' uomo ad animale non sociale che teme anche l'amico di una vita con cui ha condiviso gioie, lacrime, notti brave e segreti. Durante gli ultimi 12 mesi ho assistito a liti tra gente che usualmente si presenta come composta, ma che, nel contesto di paura incessante in cui purtroppo versiamo, ha abbandonato tutta la sua ragionevolezza per accesi disaccordi circa la gestione e o l'utilizzo dei dispositivi di sicurezza, ho visto le mamme dividersi tra chi condanna la DAD perché alienante e demotivante e chi la vede come unica possibilità per continuare ad esserci.
Ai nostri figli abbiamo raccontato che sarebbe stata una realtà transitoria, gli abbiamo assicurato che presto avrebbero ricominciato a correre con gli amici e ad abbracciarsi , invece ancora, dopo un anno, siamo in un antinferno a seguire incessantemente un cartello irraggiungibile che cambia sempre direzione e che porta la scritta :Salvezza.
Si, perché ammesso che questo vaccino funzioni ed io voglio crederci, in qualcosa devo riporre le mie speranze e scelgo di confidare nella scienza, i danni subiti saranno così profondi che patiremo ancora per troppo tempo la condanna in un girone dove la salvezza sarà a lungo inarrivabile. Avremo finalmente la certezza di non dover più temere questo maledetto comune nemico invisibile ma faremo i conti con il disorientamento lasciato come eredità di azioni e decisioni estreme reiterate troppe volte come esito di scelte di rinuncia alla vita attuale nella speranza della sua prosecuzione.
All'inizio il RESTARE A CASA è stato controverso ma oggi l'essere isolati, senza dialogo ed eventi culturali ci lascia inerti: è sopraggiunta l'abitudine, l'assuefazione alla asocialità scelta come unica alternativa odierna e futura anche per i nostri figli.
Quei figli che finora abbiamo obbligati ad una vita di segregazione e rinunce e ai quali adesso imponiamo il monobanco togliendo loro il compagno di banco, il primo compagno della vita, il primo vero confronto con una persona diversa con cui condividere 5 ore della quotidianità, strappando loro un'altra possibilità di crescita. Io, a trent'anni dalla me di quei tempi spensierati, ricordo perfettamente le merende condivise con le mie compagne di banco di elementari e medie, rimembro l'odore misto degli snacks sbriciolati insieme sulla stessa tovaglietta da cui entrambe attingevamo contemporaneamente, ho ancora nitidi i ricordi per la ripartizione perfettamente equa della superficie di appoggio, o per far ricadere la linea di rilegatura dei libri condivisi al centro geometricamente equidistante da noi, con il risultato di arrivare al termine della lettura in aula della materia in corso senza aver ascoltato una sola parola della spiegazione, ma avendo abilmente conteso, senza mai cedere, la mia metà di libro.
Ecco, ai nostri figli stiamo togliendo questo le contese, le condivisioni, le esperienze, la crescita, la vita consegnandogli spesso come unica finestra sul mondo, in questo momento in cui tutto si svolge all'interno delle mura di casa, cellulari e dispositivi fino ad ora demonizzati e che invece oggi si sono trasformati nell'unico strumento che permette un'illusoria vita sociale.
La vera salvezza ci sarà esclusivamente quando quel cartello si sarà fermato da così tanto tempo da aver dimenticato quanto in basso sia caduto l'uomo nella lotta alla sopravvivenza e all'autoconservazione che noi oggi stiamo combattendo e che, domani, sarà solo una pagina dei libri di storia scritta con parole sterili, che mai gli conferiranno il carico di rinunce e patimenti di questi anni surreali.
Un anno da oggi testo di Marika82
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