vorrei correre da solo in un corridoio stretto e metallico che non rifletta i dettagli del mio volto, contrariati, a disagio. aumentare la velocità e non toccare piu' terra. chiudere gli occhi, riaprirli, ritrovarmi a nuotare tra i pianeti senza peso, senza forma. essere nulla, e godermi la mia essenza. potrei guardarmi tenendomi tra le mani, provando tenerezza, proteggendomi dai riflussi. sarei materia avvolta di estasi, ammaliata da se, avvinghiata alla poesia.
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