Corro con impeto tr spine di rovi che lacerano i miei piedi, verso il mare, che con metamorfosi d'amore chiama il mio nome, in un movimento di dolore dove nemmeno l'Angelo potra' salvarmi. Corro tra spighe di grano insanguinate, iin un tempo senza ritorno, dove il Guardiano dei Campi, nel silenzio mi ruba gli ultimi diamantii di pioggia e lo spaventapasseri con voce atona annuncia la grandine che danneggera' il raccolto. Cado ora! Riverso nel fango.... con la schiena spezzata... lo sguardo rivolto ad un cielo pumbleo che mi rifiuta. Cado ora! Che peccato Ruben.... non poter rialzarsi piu' !
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