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Martedì mi sono svegliato
Con l'intenzione
Di farti un regalo.
Sono andato dall'orefice
Per comprarti un pensierino.
Mi accolse, bramoso
Di spillarmi soldi inutili
Dalle mie tasche vuote.
Neanche il tempo di salutarmi
E quell’omino paffuto,
Dai baffi curati,
Iniziò a sfogliare
Un patrimonio di gioielli:
Mille tesori scintillanti,
Dall'argento al rubino,
Dall'oro bianco alle perle lucide.
Anelli, collane e ghirigori vari.
Brillavano tutti, più dei fari
Che illuminavano le vetrine.
Lo ascolti più per abitudine
Che per vero interesse,
Poi esordisco: "Scelga a caso".
Non so descrivere il suo viso.
Era deluso, offeso e confuso.
"Lei mi prende in giro, vero?".
Io ridacchiai, e gli spiegai che
Tanto nessun manufatto,
Che sia un tesoro antico
O un ferro vecchio,
Potrà mai splendere
Più del tuo spirito.