Amore non corrisposto

scritto da ThomasJoyce
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Amore non corrisposto
- Nota dell'autore ThomasJoyce

Testo: Amore non corrisposto
di ThomasJoyce

Lei era così bella anche quella sera.
Il cielo era stupendo, le sue stelle luccicavano come non mai e la Luna gettava sulla Terra una pallida e stanca luce. Ma gli occhi di Laura erano meglio, e lui lo sentiva: amava perdersi in quell’azzurro che tanto gli ricordava la sua anima, che tanto gli ricordava la vita.
Nonostante tutto, il ragazzo che aveva di fronte tremava come una foglia scossa dal troppo vento.
“Che c’è? Hai freddo? Chiudo la finestra?” le disse lei preoccupata.
“No, non è niente, anzi, sei tu. E per la finestra, fai come vuoi, certo non guarderò fuori stanotte” ripose lui cercando di contenere il tremore. La guardò aggiustarsi i capelli corti e sorridere teneramente poco prima che un leggero rossore alle guance tradisse il loro imbarazzo.
“Allora, sei pronto?” sussurrò Laura, poggiandogli le mani sulle spalle e dandogli un lungo e dolce bacio.
Il sorriso di lui fu una risposta più che sufficiente.
Laura estrasse il coltello che aveva appoggiato sul tavolo e, abbracciando il ragazzo di fronte a sé, glielo affondò lentamente nello stomaco.
La lama si conficcò nelle budella, penetrando dolcemente la pelle fredda.
Ma il ragazzo non piangeva, non strillava, non si dimenava. Strinse a sé ancor più forte la splendida ragazza che lo stava abbracciando e le baciò la guancia. Una lacrima gli arrivò sulle labbra. Non era sua. Laura stava lentamente piangendo e le lacrime le scendevano dagli occhi arrossati, rendendola ancora più bella.
Un fiotto di sangue investì le mani di Laura, strette attorno al coltello, ormai piantato nell’addome del ragazzo.
“Oh scusa, ti pulisco, aspetta” esclamò preoccupato quello.
“No, non ti preoccupare, non anche stavolta. Basta pensare solo a me. Non vedi quello che ti sto facendo? E tu pensi a pulirmi?” scoppiò in lacrime lasciando la presa sul coltello, che scivolò lentamente sul pavimento, macchiandolo di rosso scuro.
Lui la guardò sorridendo e le baciò la fronte, contento come non mai “quanto sei dolce. Tu mi stai dando la pace, dopo avermi dato la vita. Non dovrai mai rimproverarti niente, lo sai”.
Laura non ne era tanto sicura.
“Allora sei pronto per..?”
“Si” tagliò corto lui, sdraiandosi nella vasca piena d’acqua.
Laura si asciugò le lacrime che si erano aggrappate alle sue guance e, raccogliendo la lama, si diresse verso di lui.
Il giovane ragazzo dai capelli castani si stava rilassando nell’acqua calda. Il suo sguardo era solo per lei. Come lo era sempre stato.
Fece due tagli sui polsi del ragazzo e si lasciò cadere dalla mani tremanti il pugnale ormai completamente vermiglio.
L’acqua della vasca iniziò a tingersi ancora più di sangue. Il volto del ragazzo si rilassò. L’ultimo sguardo era per lei, al suo amore: alla sua Laura.
“Cosa ti ho fatto? Ti ho..” balbettò la ragazza, guardando la vita lasciare per sempre il corpo di lui.
“Grazie.” l’interruppe il ragazzo ormai pallido. “E’ l’unico modo, perché ti amo.”
Chiuse gli occhi stanchi e doloranti, abbandonandosi ad una nuova, sconosciuta e tanto desiderata pace.

Non ci poteva credere: suo figlio si era tolto la vita tagliandosi le vene nella vasca da bagno. Mentre lei era ancora in casa. La donna piangeva a dirotto nella stanza semibuia davanti al corpo ormai senza vita del ragazzo. L’acqua rossa. Lo sguardo sereno, rivolto verso la finestra, come se l’ultima cosa che avesse visto fosse la più bella.
Lo aveva sentito parlare da solo, come se stesse discutendo con qualcuno, ma quando aveva sfondato la porta, chiusa a chiave dall’intero, era ormai troppo tardi. Non riusciva a guardare le orrende ferite, ai polsi e all’addome, che suo figlio si era inferto da solo. La donna era in lacrime, distrutta.
“Cosa lo avrà mai spinto a un gesto così estremo? Mi è sempre sembrato così felice” pensò fra i singhiozzi la madre, sconvolta.
Sul tavolinetto vicino alla vasca, sotto il coltello insanguinato, c’era una lettera.
Il titolo era stato scritto da suo figlio, ne era certa. Avrebbe riconosciuto dappertutto la sua grafia disordinata.

Al mio amore non corrisposto. A Laura.

Come aveva potuto fare quello che aveva fatto?
Non avrebbe mai avuto il coraggio. Ma forse in realtà non se l’era fatto proprio da solo.
Il pensiero che magari fosse stato il suo amore a dargli la pace gli aveva dato la forza di fare l’unica cosa ormai rimasta.
Solo pensando a qualcosa di bello, sicuramente, si può fare qualcosa del genere.
Amore non corrisposto testo di ThomasJoyce
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