Ground Zero

scritto da aquilano
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo aquilano

Testo: Ground Zero
di aquilano


Era una notte buia e tempestosa.

E come altrimenti poteva essere, se non buia?
La creatura, atterrita e fradicia, si muoveva ondeggiando insicura, un tratto dopo l'altro. Camminava, se così si può dire, sugli arti malfermi e scivolava nel fango. Scuoteva il suo corpo un non so che strano ritmo incalzante, l'inconsapevole sensazione ferina di morte. Ne sentiva quasi l'odore, lo stesso delle sue prede di caccia.
I lampi illuminavano a malapena un paesaggio primordiale, deserto, che le rocce gigantesche opprimevano in un'agonia di angoscia.
La strana sensazione di dover sopravvivere la spingeva con vigore e disperazione alla ricerca di un riparo.
Cadde accanto un albero schiantato dalla minaccia del cielo e terrificanti, arcani bagliori se ne levarono.
La bestia sobbalzò, raccolta in uno scatto goffo. Cadde.
Scorse la grotta e vi entrò.
Il buio era denso e tattile. Si accucciò tremante. Attese.
Un sottile sibilo la fece irrigidire. Tese l'orecchio, avvezzo a percepire movimenti silenziosi e ostili.
Ancora un respiro, quasi un ansimare sincrono al suo.
Tentoni, la creatura si mosse con cautela, pronta a colpire, mordere, uccidere.
Le sue mani si allungavano nell'oscurità, tese a cercare e a parare ad un tempo l'insidia acquattata.
Calore, fu ciò che percepirono. Calore e tremito, sentore di animale fuggiasco, terrore fratello.
L'Uomo aveva incontrato l'Uomo.
Ground Zero testo di aquilano
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