Io sono (parte 1)

scritto da UnMerlo
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Testo: Io sono (parte 1)
di UnMerlo

Il tatuatore posò sul bancone il suo liner, prese del gel blu, lo strofinò sul braccio del cliente e con occhi curiosi esclamò “Fatto”.
Una sfumata livrea di pochi colori si estendeva tra il muscolo deltoide, brachiale, tricipite e bicipite.
Il blu del cielo e dell’aquila, il verde dei boschi e del lupo, due colori che spesso a stare distesi in campagna si abbracciano tra di loro come a volersi fondere per volare e stare immobili allo stesso tempo: la voglia di fuggire via e la paura di andare oltre. La paura di staccarsi dalle proprie origini e la voglia di camminare e cercare sé stessi senza fare voli pindarici.

Luca aveva atteso tanto quel momento. Era un anno che pensava a imprimersi sul braccio qualcosa che davvero lo rappresentasse: pensava e ripensava e ogni settimana bocciava l’immagine che credeva fosse quella giusta. Tutti i disegni rappresentavano realmente qualcosa di lui ma del passato che era ancora presente e non del presente che voleva fosse il suo futuro.
Aveva pensato alla dedica a sé stesso della tesi, Tenta Tenta Tenta o T.T.T, il suo motto dolce-amaro che portava con se fin dai tempi del ginnasio. Non andava bene, tentare ma poi muoversi solo tra il cielo dei suoi pensieri era dolce amaro; un segno della sua immota azione. Una condanna ricordata a vita sulla sua pelle. Un passato tatuato a vita nel suo presente fino alla morte.
Aveva pensato al motto del protagonista di uno dei suoi libri preferiti, Sei Sempre Solo o S.S.S. Ricordarsi quotidianamente tutto quello che era stato e inconsciamente aveva voluto essere ancora, lo avrebbe portato a credere alla realtà che l’odio contro l’umano-essere sociale fosse una cosa naturale.
Infine tra le tante altre idee aveva pensato a ciò che stava per concludere finalmente dopo tanti anni e che l’avrebbe portato finalmente a vivere per la prima volta dopo 29 anni: la parola “FINITO” delimitata dai due animali e dai due colori del suo passato: l’aquila celeste e il lupo verde. Un’immagine che includeva il prima e ciò che sarebbe stato.
Tutte idee amaramente cestinate. Luca voleva qualcosa che potesse affermarlo davanti al mondo ma che non rappresentasse l’inutilità di ciò che era stato o meglio che era stato costretto a essere fuori dalla sua volontà, fuori dal suo essere; che se avesse avuto un’altra vita l’avrebbe maturato e scoperto all’età naturale dell’adolescenza e non dei suoi 29 anni.

I mesi d’attesa a causa della lunghissima attesa di cercare qualcosa, anche un segno grande quanto un invisibile granello di sabbia, fortunatamente lo portarono a fare un passo verso di se e l’idea arrivò.

IO SONO

Il verbo essere usato con valore monovalente senza la presenza di un complemento predicativo del soggetto. A questo era arrivato dopo tanti anni di ricerca di sé stesso. Non sapeva ancora quali miliardi di caratteristiche e skills avesse ma sapeva finalmente CHE ERA, tagliato finalmente il legame da ciò che era stato costretto a essere.
Era solo l’inizio, il suo percorso ancora non era stato completato e il taglio in realtà purtroppo era avvenuto solo parzialmente, nella realtà ancora taceva. Ma era l’inizio.

Completata la piccola opera, si alzò dalla poltrona e uscì dallo studio con la voglia di iniziare a vivere per la prima volta. All'improvviso iniziò a cadere una forte pioggia e il suo jeans attaccandosi alla pelle mostrò quel peso che si portava nella tasca destra. Chinò il capo e osservò il cellullare nei pantaloni.
Forse era giunto il momento di fare quella ricerca su google e quella dannata meravigliosa chiamata. Alzò la testa e si avviò al primo bar aperto.

....Continua....
Io sono (parte 1) testo di UnMerlo
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